La nuova Soprintendente accolta dal direttore degli Scavi. No comment sulle polemiche POMPEI. II primo giorno a Pompei della dottoressa Jeannette Papadopoulos, nuova soprintendente ad interim di una realtà archeologica che registra cifre da capogiro (ventidue milioni di euro di incassi e tre milioni di turisti annui), inizia alla dieci e trenta. Il primo atto da soprintendente è stato depositare la firma presso la filiale di Boscoreale dell'Istituto San Paolo, la banca che gestisce i conti milionari degli Scavi di Pompei. Chiusa per due ore nel suo nuovo ufficio con il direttore degli Scavi Antonio Varone e i due contabili di Napoli e Pompei, l'ex consulente del ministero per i Beni Culturali degli 007 dei carabinieri esperti di traffici illeciti internazionali di opere d'arte, si è documentata sull'aspetto economico dell'ente che, fino al 31 dicembre, dovrà dirigere. Non ha ceduto alla tentazione di replicare alle polemiche che le sono piovute addosso nel suo primo giorno a Pompei «sul cattivo stato in cui versa la sua area archeologica», denunciato da qualcuno. La sua voce affidata a poche righe di un comunicato stampa per descrivere il suo curriculum. Per Antonio Pepe, segretario della Cisl, «è una grossa responsabilità riuscire in soli tre mesi a gestire un'area archeologica "malata" da anni». «Anche provandoci - afferma Pepe - non credo abbia tempo sufficiente per la realizzazione di un programma funzionale per il personale ed efficace alle esigenze dell'utenza. Noi come sindacato proveremo a convivere in maniera costruttiva, non daremo giustificazione a chi si sta attrezzando per mettere le mani su Pompei, il nostro obiettivo è e rimane quello di concordare un piano di tutela, valorizzazione e messa a reddito del patrimonio archeologico pompeiano». La mancanza del personale, il blocco del turn-over e un capo sempre precario, secondo il leader della Cisl, sono le maledizioni della città sepolta. «Pompei ha bisogno solo di essere gestita da un soprintendente stabile e di un numero di personale, tra archeologi, architetti, geometri, impiegati, restauratori, custodi e manovali comuni, sufficiente a garantire il restauro e la manutenzione ordinaria dei beni archeologici già portati alla luce, ricchi di edifici, affreschi e mosaici in ordine ai 44 ettari», evidenzia Pepe, ricordando come con l'eventuale realizzazione del sogno coltivato dalla comunità scientifica internazionale, di portare alla luce gli altri 22 ettari ancora da scavare all'interno delle mura della città antica, «ci troveremmo davanti al più grande intervento economico ed occupazionale dell'intero Mezzogiorno». Ieri, intanto, si è consumata l'ennesima giornata di polemica: ancora accuse, e smentite, sullo stato di Pompei. Hanno parlato di «sito allo stremo» e di «degrado», dal Pd, Matteo Orfini, responsabile cultura del partito e la deputata Luisa Bossa che per dieci anni è stata sindaco di Ercolano. Nel centrodestra in tanti hanno fatto quadrato intorno al ministro Bondi e al lavoro del commissariato. Sono scesi in campo albergatori e guide turistiche. «Pompei sta vivendo un grande rilancio, altro che degrado. Abbiamo potuto vendere i nostri pacchetti nei tempi giusti e puntare sugli eventi che ci fanno competitivi» ha detto Rosita Matrone, presidente degli albergatori, mentre per il presidente delle Guide turistiche della Campania, Pietro Meliziade «a Pompei finalmente è tornata la legalità». Oggi a Roma, intanto, si riunisce il primo tavolo di lavoro, coordinato dall'ex commissario Marcello Fiori, che porterà il nuovo modello di gestione a disegnare le sorti della città sepolta.
Pompei, la Papadopoulos si presenta. Oggi primo vertice perla Fondazione
La nuova Soprintendente di Pompei, Jeannette Papadopoulos, ha iniziato il suo primo giorno di lavoro. Ha depositato la firma presso la banca che gestisce i conti degli Scavi di Pompei e si è documentata sull'aspetto economico dell'ente. Non ha ceduto alle polemiche sullo stato di Pompei, ma ha affermato di voler gestire l'area archeologica in maniera efficace. Il sindacato Cisl ha espresso preoccupazioni sulla gestione del personale e sulla mancanza di stabilità nel ruolo di Soprintendente. La città di Pompei sta vivendo un grande rilancio, secondo gli albergatori e le guide turistiche, ma il sindacato Cisl ha espresso preoccupazioni sulla gestione del patrimonio archeologico.
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