Con cinque condanne e sei assoluzioni si è concluso il processo sul rogo che il 12 aprile '97 si sviluppò nel Duomo di Torino distruggendo parte della cupola del Guarini nella quale è custodita la Sindone. Il giudice Giorgio Semeraro ha condannato a 10 mesi 4 dipendenti della ditta Fantino di Cuneo che svolgeva i restauri nella cattedrale: sono Giuseppe Pepino (direttore tecnico), Flavio Massa (assistente di cantiere fino al 7 marzo 1997). Altri 2, Flavio Sironi (assistente di cantiere dal 7 marzo 1997) e Martino Viale (caposquadra), a otto mesi. Il quinto condannato, a 8 mesi, è Vincenzo Giordano, uno dei custodi di Palazzo Reale. Secondo il giudice, la sera del 12 aprile di 7 anni fa, nel cantiere del restauro che in quel momento era aperto nel Duomo, rimase della «tensione elettrica» (forse una lampada lasciata inavvertitamente accesa o un corto circuito), che determinò un «innesco lento». Il custode Giordano, il primo che si accorse dell'allarme, pur avendo visionato la piantina del Palazzo Reale (attiguo alla cupola della sindone), non si accorse dell'incendio e non diede in tempo l'allarme. In un primo tempo si era pensato a una ipotesi dolosa: a un attentato contro la presenza a Palazzo Reale, proprio la notte del rogo, del segretario generale dell'Onu, Kofi Annan. Le indagini avevano poi escluso la pista terroristica. Il reato di incendio colposo contestato alle 5 persone condannate si prescriverà fra 15 giorni, ma la sentenza di ieri servirà allo Stato (proprietario della cupola del Guarini e di Palazzo Reale), in sede civile per chiedere i danni alla Fantino.