Piazza Piemonte, nuova offensiva dei comitati: manca l'ok della sovrintendenza PIAZZA Piemonte, il pasticcio monta. Il comitato "Piazza Pulita" torna all'attacco e chiede ancora l'abbattimento quasi per intero della pensilina sulla piazza. Per il comitato è mancata prima e durante i lavori un'autorizzazione fondamentale: quella monumentale.E la sovrintendenza gli dà ragione. Lo spazio davanti al teatro Nazionale nel frattempo è stato sistemato, il parcheggio pure. Ma la pensilina, che tanto clamore fece quando fu eretta per la sua invasività, rilevata anche dal sindaco Moratti, è ancora lì: per due terzi finita, per l'altro rimasta al rustico. Perché, come promesso dal Comune a febbraio, deve essere parzialmente abbattuta in modo da edulcorare l'impatto che la struttura ha avuto sulla piazza. Questo era stato uno dei risultati ottenuti dall'agguerrito comitato Piazza Pulita, che aveva raccolto molte firme contro la costruzione ribattezzata «ecomostro». «Stiamo lavorando per completare l'iter burocratico e dare avvio all'abbattimento, entro fine anno penso che arriveremo alla conclusione di questa vicenda» dice l'assessore ai Lavori Pubblici Bruno Simini. Ma probabilmente non sarà così. All'orizzonte per lui c'è un'altra grana. La novità è che il Comitato Piazza Pulita, lo stesso che lottò strenuamente contro la pensilina ottenendo la promessa dell'abbattimento solo di un terzo, adesso punta i piedi e chiede quello che ha sempre voluto fin dall'inizio: che la costruzione venga cancellata per due terzi. Quasi tutta, lasciando solo la porzione essenziale e indispensabile al parcheggio sotterraneo, scala e ascensore. E ha trovato nuovi motivi e documenti per chiederlo. «L'opera è stata realizzata in totale violazione della legge - spiega l'architetto Mario Giorcelli, braccio operativo del comitato - . Non è stata ottenuta, e a quello che ci risulta nemmeno richiesta, dalla cooperativa Piemonte che si occupò dei lavori, l'autorizzazione monumentale della Sovrintendenza dei Beni Ambientali e Architettonici. La piazza, realizzata alla fine dell'800, rientra infatti tra i beni culturali di interesse storico tutelati dal Codice Urbani del febbraio 2004, che estende la tutela monumentale anche alle piazze e strade più belle». E quella legge era entrata in vigore ben prima del rilascio dell'autorizzazione edilizia. Il Comitato ora chiede «che la cooperativa Piemonte ripristini le condizioni originarie della piazza, ammettendo solo il corpo scala e ascensori, in quanto unica parte necessaria alla funzionalità del parcheggio, a condizione che esso sia mimetizzato come arredo urbano». Così scrivono nella lettera indirizzata al sovrintendente ai Beni Ambientali Alberto Artioli, chiedendogli di intervenire. E, informato l'assessore Simini, si sono rivolti anche al capo della direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, Caterina Bon Valsassina. «Il funzionario della Sovrintendenza che si sta occupando della pratica - conclude Giorcelli - mi ha confermato che, vista l'assenza dell'autorizzazione, sarebbe stata avviata la procedura sanzionatoria per le opere realizzate».