LETTERECOMMENTI RICORDARE la vita, onorare la memoria, manifestare rispetto per le idee, rendere l'omaggio dovuto al Sindaco Angelo Vassallo non deve essere una vuota operazione di facciata, ma deve contenere la valenza etica e la forza culturale di emulare la sua azione trasferendola nei nostri territori. Territori dove lo sfruttamento illecito da parte di gruppi criminali, a vario titolo, rappresenta sempre più un affare molto redditizio e una delle principali cause di degrado ambientale e sociale, tanto che anche in Puglia, sin dagli anni novanta,è stato dichiarato lo stato di emergenza ambientale; da cui, in effetti, non siamo mai realmente usciti. Già da almeno un paio di decenni la commissione parlamentare antimafia ha focalizzato l'attenzione su un degrado istituzionale che passa attraverso la commistione di interessi politici e privati, legati in primis alla speculazione edilizia delle nostre coste, ma, ormai, anche al ciclo dei rifiuti. Non a caso, nella relazione sulla Puglia dell'ottobre 1991, la commissione rilevava, tra l'altro, che proprio a Vieste la situazione urbanistico-edilizia si presentava disordinata e confusa, riscontrandovi violazioni di legge quasi generalizzate. Vent'anni dopo possiamo dire di aver aggredito e deturpato una delle più belle coste al mondo e che nel permetterlo abbiamo forse perso l'occasione di promuovere e valorizzare il nostro patrimonio paesaggistico, naturale, culturale, dequalificando l'offerta turistica, non mettendo virtuosamente in circolo le risorse naturali, artistiche, storiche, le tradizioni e le tipicità di un territorio ricchissimo di beni materiali e immateriali. D'altronde, circa 2000 cause per abusivismo spostano il consenso dal voto d'opinione a quello che penalizza il territorio e la sua sana crescita, come ha ricordato in questi giorni l'organizzatore del convegno "Vieste città biologica", Lazzaro Santoro, sottolineando un mio personale fallimento nel tentativo continuo di tutelare il territorio, i suoi pregi, le sue eccellenze. Siamo ancora in tempo per offrire una risposta soddisfacentea quella domanda ampia e diversificata che sola potrebbe generare e alimentare uno sviluppo locale, integrato, sostenibile, capace oltretutto di ancorare i nostri giovani alla propria terra? Siamo ancora in grado di tutelare la salute pubblica delle popolazioni locali attraverso un uso corretto del territorio e un sano e naturale ciclo biologico delle sue tipicità produttive? Ricordare Angelo Vassallo credo significhi dare, qui e adesso, una risposta concreta a queste domande, significa andare oltre il silenzio inutile e complice sulle criticità del territorio. Perché, se l'allarmismo è un grave errore di strategia comunicativa, il silenzio è ormai da ritenersi dannoso per il territorio, pericoloso per la salute, illusorio per le speranze di futuro dei suoi abitanti. Il silenzio può fare delle nostre contrade la «terra di nessuno», la nuova pattumiera d'Italia. E le «terre di nessuno» non sono i luoghi più indicati per coltivare, produrre, incentivare produzioni tipiche, biologiche, slow food. presidente Comitato per la tutela del mare del Gargano