Allarme per lo scarso controllo del territorio. A lanciarlo sono i sindacati dei lavoratori della Sovrintendenza preoccupati perché con l'organico ai minimi termini «non è possibile garantire l'attenzione capillare che sarebbe necessaria. Oggi è pressoché impossibile riuscire a esprimere i pareri richiesti nei tempi imposti dalla legge. E così qualche pratica rischia di scadere». Se a marzo era grave la situazione dell'ufficio lucchese delle Belle arti - competente anche per tutta la provincia di Massa Carrara - oggi è anche peggiore. A far precipitare la situazione è stata una normativa estiva che ha ridotto i tempi a disposizione dei tecnici per evadere le richieste di pareri. Tanto che la Cisl sta pensando, insieme alla Cgil, di chiedere un nuovo incontro alla direzione regionale delle Belle arti, visto che quello richiesto in primavera non è mai stato concesso. Nell'attesa, stamani i sindacalisti dovrebbero incontrare il nuovo sovrintendente lucchese per discutere anche di una più razionale organizzazione del lavoro. Necessaria quanto mai in un ufficio dove la precarietà è all'ordine del giorno: in cinque anni di attività, infatti, a Lucca si sono succeduti 6 dirigenti e tutti ad interim, come lo è quello in carica al momento; il personale di ruolo è sempre meno e se ancora oggi l'ufficio riesce a stare aperto è grazie anche «alla volontà dei dipendenti compresi quelli prestati da Comuni e Province che, però, potrebbero essere richiamati in qualsiasi momento». La conseguenza di questa situazione - sottolinea la Cisl - è che sono in aumento le lamentele dell'utenza perché con difficoltà si tengono aperti i musei nazionali e spesso le pratiche non vengono evase nei tempi imposti dalla legge. «Questo - prosegue il sindacato - produce almeno due effetti: il primo è che rischiano di passare alcuni interventi che se valutati con attenzione verrebbero bocciati; il secondo è che, comunque, si dilatano i tempi di risposta». Questi problemi sono determinati, secondo la Cisl, da almeno tre fattori: la mancanza di personale, visto che «servirebbe almeno il doppio dei tecnici oggi in servizio»; «l'incapacità di valorizzare le professionalità interne e la mancata organizzazione del lavoro del personale» e, non ultimo, la riduzione dei termini per l'esame di molte pratiche. «Da luglio - precisa la Cisl - è stato approvato un decreto sulla semplificazione che impone alle Sovrintendenze di esprimere pareri entro 25 giorni per interventi di ampliamento non superiore al 10 del volume originario o ai 100 metri cubi. E nel territorio di competenza della nostra Sovrintendenza queste pratiche rappresentano la maggioranza. Ora, considerando che oggi la media dei tempi di risposta è 30 giorni e che solo in casi eccezionali scendiamo a 25 giorni, si capisce quanti problemi abbiamo». Per pratiche più complesse, se il parere non è espresso entro i 45 giorni di legge, «il danno per l'utenza - conclude la Cisl - è più grave. Infatti, scaduti i termini a disposizione delle Belle arti, il Comune deve convocare una conferenza dei servizi alla quale deve essere inviata la Sovrintendenza: così i tempi si allungano a dismisura. Nonostante questa situazione, la direzione regionale non ci ha mai concesso l'incontro richiesto 9 mesi fa».