L'obiettivo: due milioni di euro. Buitoni: è una chiamata alle armi Da Ieranto a San Gimignano, raccolta fondi del Fai ROMA Ilaria Buitoni non usa mezzi termini: «Questa è una vera e propria chiamata alle armi». E' lei la nuova presidente del Fai, il Fondo per l'ambiente italiano. E per lei «Difendi l'Italia del tuo cuore» non è un semplice slogan di una pur bella campagna pubblicitaria. È piuttosto un grido di battaglia della loro campagna d'inverno. Un sms (al numero: 45504) da spedire, due euro da far arrivare nelle casse del Fai. Si comincia oggi, si finisce il 31 ottobre. «Vogliamo raccogliere almeno due milioni di euro», incalza Marco Magnifico, il vicepresidente che non risparmia il fiato per spiegare cosa e in che modo impiegheranno quel denaro. Quattro i progetti messi in cantiere dal Fai. Tutti ambiziosi. Restaurare villa Fogazzaro, teatro del romanzo «Piccolo mondo antico», nel Comasco. Sistemare la baia di Ieranto, nella costiera amalfitana. Mettere in sesto il paesaggio urbano nella San Gimignano dalle cento torri. Salvare quell'angolo di natura selvaggia che si chiama Punta Diego, a Palau in Sardegna. «Ma questi quattro progetti sono soltanto la punta dell'iceberg del nostro lavoro che è costante tutto l'anno», aggiunge Magnifico, elencando i mali ambientali della nostra bistrattata Italia. A cominciare da quello che tecnicamente viene chiamato il consumo del suolo. Ovvero l'urbanizzazione. Spiega: «In Germania c'è una legge che vieta di consumare più di 30 ettari di terreno ogni giorno. Qui in Italia si stima che ne vengano consumati almeno cento». Ma non solo. Il problema idrogeologico incombe: «Il dramma di Atrani è la frana d'acqua numero 470 mila che si è verificata a partire dal 1950», dice Marco Magnifico e si accalora sui troppi tagli ai finanziamenti che ogni anno vengono fatti sui beni archeologici e ambientali. «Viviamo in un momento di grande smarrimento. Ed è in momenti come questi che bisogna rimboccarsi le maniche», dice Ilaria Buitoni spiegando che la loro battaglia per salvare la bellezza ha avuto la regia della Saatchi Saatchi, molti sponsor, testimonial famosi e un padrino d'eccezione: Claudio Baglioni. E lui, il cantante con laurea in Architettura, che ha regalato una sua canzone, un suo vecchio successo riarrangiato ad hoc per accompagnare gli spot del Fai: «E me lo chiami amore?». Un titolo che fa da didascalia ad immagini alquanto eloquenti di monumenti, paesaggi, rovine, bellezze deturpate. Primo cantiere: la fontana simbolo dell'Aquila ROMA È il simbolo dell'Aquila ferita. È la Fontana delle Novantanove cannelle, rovinata dalla scossa del terremoto del aprile 2009. E' il primo cantiere per dare il via alla ristrutturazione del centro del capoluogo abruzzese. Lo ha aperto il Fai nell'aprile scorso, esattamente un anno dopo la tragedia. «Ci sembrava il modo migliore per far rinascere la vita all'Aquila», spiega Marco Magnifico, vicepresidente del Fai garantendo che il cantiere verrà chiuso entro la fine dell'anno. E la fontana restituita alla città nella sua interezza.