«Maggio» e Scuola Comune in missione da Franco Zeffirelli Domani il sindaco Renzi a Roma per chiudere l'intesa sia sull'eredità che sull'ingresso del nuovo teatro Il Maestro: «Non posso venire a Firenze, sono stanco» Domani Matteo Renzi ritaglierà uno spicchio della sua giornata romana, dedicata all'incontro con il ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, per fare un salto a casa di Franco Zeffirelli. Il cambiamento di stagione e gli acciacchi dell'età non permettono al Maestro di fare il salto a Firenze che ha in mente da un mese. Così sarà il sindaco ad andarlo ad ascoltare per cercare di chiudere la doppia intesa praticamente raggiunta il 2 settembre, con un tè nel salotto del regista: la nascita della Scuola d'arte dello spettacolo «Franco Zeffirelli», con l'eredità messa insieme in 60 anni di lavoro, nelle ex scuderie reali e nello spazio del Tiro a segno, alle Cascine, e l'incarico al Maestro di disegnare l'ingresso del nuovo Teatro del Maggio, alla Leopolda. Come si ricorderà, quel tè suggellò un faticoso riaggancio, favorito dalla mediazione de La Nazione, che aveva percepito il pericolo che Firenze potesse perdere il patrimonio intellettuale di uno dei cittadini più illustri. Che cos'era successo? Il vecchio sindaco, Leonardo Domenici, e l'ex assessore alla cultura, Eugenio Giani, avevano raggiunto l'accordo col Maestro per la Scuola dell'arte dello spettacolo, sottoscrivendo l'impegno da un milione e ottocentomila euro. Che fra annessi e connessi lieviterà fino a cinque milioni, grazie al contributo del Ministero dei beni culturali, della Regione, della Provincia. Poi l'interruzione delle comunicazioni. Al suo arrivo nella sala di Clemente VII, Renzi non si preoccupò del progetto. E Zeffirelli chiamò senza ricevere risposta. Da lì l'intervista-sfogo al nostro giornale, con l'annuncio che New York, Mosca e soprattutto Roma volevano l'eredità. E perfino il Vaticano si sarebbe fatto avanti. Al tè del 2 settembre sono seguiti contatti frequenti e visite a Zeffirelli dell'assessore Rosa Maria Di Giorgi e del commissario dei cantieri del Maggio, Elisabetta Fabbri. Ma anche i concorrenti di Firenze si sono mossi, approfittando della stanchezza del Maestro. Che ieri sera, al telefono col cronista, ha confidato: «Sono stanco e c'è chi approfitta della mia stanchezza». Domani toccherà a Matteo Renzi stringere. Perchè Firenze non può permettersi di perdere l'eredità di Zeffirelli e una montagna di soldi che rischierebbe di non reimpiegare.
Firenze. Missione dal maestro Zeffirelli. Obiettivo: la firma sui progetti
Il sindaco di Roma, Matteo Renzi, sarà a casa di Franco Zeffirelli domani per discutere sull'eredità del regista e sull'ingresso del nuovo teatro al Maggio. L'intesa tra Zeffirelli e il sindaco è stata raggiunta il 2 settembre, con un tè nel salotto del regista, ma è stata interrotta dalle comunicazioni. Zeffirelli ha chiamato Renzi senza ricevere risposta, e ha sfogato con un'intervista al giornale. Il Maestro ha confermato di essere stanco e di aver bisogno di aiuto, mentre Renzi sarà a casa di Zeffirelli per cercare di chiudere l'intesa e stringere un accordo.
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