La caccia alla «casa di Zeffirelli», al luogo dove Roma potrebbe ospitare archivi e fondi del maestro fiorentino e far nascere la «sua» scuola d'arte e spettacolo, si ferma in via Portuense. Ad un passo da Porta Portese, ecco l'ex Arsenale Pontificio. Niente è ancora definitivo. Ufficialmente, dalla Regione Lazio, gli uffici di Renata Polverini parlano di un «dialogo avviato» con Zeffirelli. Non si sbilanciano sui tempi. Confermano che la presidente in persona segue la vicenda. E che quella non è l'unica location: ma quella in fase più avanzata. A raccontare che è proprio lì che il patrimonio culturale del maestro troverebbe ospitalità, è il dipendente dello «smorzo», cioè l'ingrosso di materiale edile che occupa l'entrata di quel complesso lungo il Tevere. Prima si trincera dietro la versione romanesca del no comment: «Ahò: nun c'hanno detto nulla!». Poi si apre: «Eh sì, s'ho passati tutti. Alemanno, Polverini, Zeffirelli. Pure Sgarbi». Il critico d'arte conferma. Anche lui però cade dalle nuvole sul progetto di Zeffirelli: «Non ne so niente, lo chiederò al ministro Bondi. Però mi pare un'ottima idea». Il complesso? Bellissimo, ma ben lontano dall'essere pronto. Il corpo centrale è composto da sette arcate alte dieci metri (servivano per facilitare l'uscita delle barche, era un porto). Lo stemma pontifico all'ingresso è imponente. E stato recentemente ristrutturato. Mezzo milione di curo il costo, 3.600 iniezioni di cemento, il tetto completamente rifatto. Solo che l'ex Arsenale è immerso nelle superfetazioni portate dall'abbandono di due secoli. Costruito nel '700, inutilizzato da fine '800, è assediato da baracche nella corte posteriore. Affiancato da negozi di accessori moto e suppellettili per la casa. Di fronte, un Carrefour. Ogni domenica, si tiene il mercato di Porta Portese. Polverini ha confermato l'impegno della Regione per completare il progetto. A Roma dicono si sia «innamorata» della possibilità di portare (strappare?) Zeffirelli da Firenze alla Capitale. In Campidoglio pare che nessuno stia seguendo direttamente la vicenda. Lo staff del sindaco Alemanno rimanda a quello dell'assessore alla cultura, quest'ultimo al vicesindaco Cutrufo: ma è «impegnatissimo», e ai suoi uffici non risulta nulla di concreto. «Impegnatissima» è anche Polverini, ieri alle prese con i problemi della sanità (è in corso una polemica feroce su fondi e chiusura di alcuni ospedali) e del Pdl, che la accusa di troppa «autonomia». E anche la visita all'ex Arsenale, l'ha fatta solo con Zeffirelli e un funzionario della Regione Lazio. Ma quel complesso (compreso le ex Cordiere e il Granaio della Camera apostolica) è passato, dal 2008, al ministero dei Beni culturali: che ne pensa il ministro? Difficile interpretare la posizione di Sandro Bondi. Unica certezza a quella visita con il maestro fiorentino non c'erano suoi rappresentanti. Mancava il «padrone di casa». Intanto, il tempo scorre. Come il Tevere a fianco dell'ex porto (dove da anni si immaginano progetti di recupero, da un museo navale ad un centro per l'artigianato). E tra pochi giorni a Roma Bondi (assieme ai colleghi Paolo Bonaiuti e Gianni Letta) incontrerà, tema di discussione anche la «casa» di Zeffirelli, il sindaco di Firenze Matteo Renzi.
Roma, caso Zeffirelli. L'ex porto del Papa .Tra baracche e banchini
La Regione Lazio ha iniziato a discutere con Zeffirelli sulla possibilità di trasferire il suo patrimonio culturale a Roma. L'ex Arsenale Pontificio, un complesso lungo il Tevere, è stata proposta come possibile ubicazione. La presidente della Regione, Renata Polverini, ha confermato che la discussione è in corso e che la Regione segue la vicenda. Il complesso è stato recentemente ristrutturato e ha un'architettura imponente, ma è ancora in stato di abbandono. La Regione ha confermato il suo impegno per completare il progetto, ma non c'è ancora una decisione definitiva. Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, non ha espresso una posizione ufficiale sulla questione.
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