«Nuove regole, ma sponsor ancora necessari» Nuovi criteri per rendere meno impattanti le pubblicità sulle facciate di musei e monumenti, degli sponsor dei restauri. Li annuncia il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, dopo le polemiche e l'appello di Venice in Peril Fund, firmato dai direttori dei principali musei del mondo, e le proteste del Fondo per l'ambiente italiano, per Palazzo Ducale e il Ponte dei Sospiri. «I manifesti pubblicitari di cui si parla in questi giorni», sottolinea però Bondi, «sono necessari per far fronte alle contenute risorse disponibili per il restauro dei beni culturali. L'intervento delle imprese private a favore del nostro patrimonio storico artistico è fatto positivo e insostituibile». La materia delle affissioni pubblicitarie, ricorda il ministro, «è regolata per legge dal Codice dei beni culturali e del paesaggio e su ogni intervento spetta al sovrintendente l'arduo compito di interpretare le sensibilità locali». Bondi ha chiesto al Segretario generale «di mettere a punto dei criteri più coerenti e adeguati, affinché - pur mantenendo la possibilità di usufruire del sistema delle sponsorizzazioni - si adottino modalità accettabili e limitate nel tempo». «Se il ministro indicherà criteri più restrittivi ci adegueremo, nella speranza che si individuino però altre forme di finanziamento dei restauri», osserva il sindaco Orsoni. «Non sono certo io che voglio i cartelli pubblicitari, è un problema di risorse». «Vorrei proprio sentire quello che direbbero quanti s'indignano oggi, se lasciassimo cadere a pezzi i nostri monumenti per mancanza di fondi per i restauri», aggiunge, «se una legge vieterà la pubblicità la osserveremo, ma mi devono dire quali possono essere le forme alternative di finanziamento: del resto, per fare i lavori è necessario coprire i monumenti e anche se sulle impalcature non mettessimo la pubblicità, chiese e palazzi sarebbero nascosti alla vista». Intanto, l'Eni - uno degli sponsor con maxi-cartelloni in Canal Grande (Marcianum e fondazione Levi) - ha una mostra sul suo celebre cane a sei zampe, declinato in tutte le varianti di immagini, documenti originali, Caroselli, memorabilia, video e vignette provenienti dall'archivio storico Eni, esposti fino al 7 novembre al Museo Correr. Storia di un logo - disegnato dallo scultore Luigi Broggini, scelto da Enrico Mattei tra 4 mila proposte, per esprimere potenza e coraggio - e di un'azienda, presente anche a Porto Marghera.
Maxi-pubblicità: Bondi rivede le norme, Orsoni chiede più fondi e il cane dell'Eni va in mostra
Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha annunciato nuove regole per rendere meno impattanti le pubblicità sulle facciate di musei e monumenti, degli sponsor dei restauri. Le nuove regole sono state richieste dopo le polemiche e le proteste di diverse organizzazioni, tra cui il Fondo per l'ambiente italiano e il Venice in Peril Fund. Bondi ha sottolineato che le pubblicità sono necessarie per far fronte alle risorse disponibili per il restauro dei beni culturali. Ha anche chiesto al Segretario generale di mettere a punto dei criteri più coerenti e adeguati per l'uso delle sponsorizzazioni. Il sindaco di Venezia ha espresso la speranza che si individuino altre forme di finanziamento dei restauri.
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