I direttori dei musei internazionali lanciano l'allarme per Venezia Bondi: «Ridurre dimensioni e tempi» «Un codice per limitare estensione e durata delle affissioni» Il sindaco: «Un concorso tra creativi che premi chi é più rispettoso delle città» VENEZIA L'affondo è quello di un calciatore navigato. Niente dribbling, ma palla al piede e occhi alla porta. Da una parte l'appello internazionale di Venice in Peril Fund, uno dei comitati privati per Venezia che ha fatto sottoscrivere un documento ai direttori dei principali musei del mondo contro la "pubblicità invasiva" a San Marco, dall'altra il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi che da Roma, proprio ieri, ha annunciato la volontà di mettere regole certe per gli sponsor che restaurano i monumenti, anche se sono fondamentali, affidando al direttore generale per le arti e l'architettura, Roberto Cecchi (già Soprintendente a Venezia), il compito di studiare la materia. Già. E in questo "tormentone" - ma ne va del bene e dell'immagine del BelPaese - Giorgio Orsoni ha deciso di "cavalcare la tigre". Come? Semplice. «E' un'idea e ci sto lavorando - dice il sindaco di Venezia - ma credo che la cosa più saggia potrebbe essere quella di bandire un concorso tra gli sponsor per chi si dimostra più "rispettoso" di Venezia». Come dire: dopo il no al "posterone" con l'attrice Julienne Moore mezza nuda sulla facciata di Palazzo Ducale e dopo aver "ingoiato il rospo" dei megacartelloni della Coca Cola che hanno nascosto ai turisti e alla città nientemeno che il Ponte dei Sospiri, il primo cittadino ha deciso di lanciare la "provocazione". «Di certo posso dire - avverte Orsoni - che se questo bando ci fosse già, lo vincerebbe l'Eni che sta dimostrando grande amicizia per Venezia e grande rispetto con le sue sobrie sponsorizzazioni». Insomma, d'ora in poi per Ca' Farsetti patti chiari e amicizia lunga. E quasi per magia, proprio in queste ore, il ministro Bondi sollecitato anche dalla campagna di stampa internazionale sulle maxiaffissioni e dall'appello di Venice in Peril, ha fatto sapere di essere pronto a prevedere nuovi criteri e modalità più adeguate per le operazioni di sponsorizzazione. «Queste - ha spiegato devono essere fatte in maniera accettabile e limitate nel tempo. Va da sè, però, che sono anche un fatto positivo e insostituibile. I manifesti pubblicitari che si vedono nel centro storico di Venezia e di cui si parla in questi giorni - dice Bondi - sono necessari per far fronte alle contenute risorse disponibili per il restauro dei beni culturali. Occorre mettere a punto dei criteri che pur mantenendo la possibilità di usufruire del sistema delle sponsorizzazioni, offrano modalità accettabili e limitate nel tempo quando vengano autorizzate forme di pubblicità su beni del patrimonio culturale». D'accordo Orsoni: «E' una dichiarazione condivisibile. Di certo se ci saranno indicazioni del Ministro diverse dalle attuali le seguiremo, ma quel che più conta sta nel fatto che, se si dovessero limitare le sponsorizzazioni, ci vengano al contempo offerte nuove forme di finanziamento per i restauri».
Maxi affissioni .Il ministro detta le nuove regole
Il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, ha lanciato un appello per ridurre le dimensioni e i tempi delle affissioni pubblicitarie nella città. Ha proposto un concorso tra gli sponsor per chi si dimostra più "rispettoso" di Venezia. Il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, ha annunciato la volontà di mettere regole certe per gli sponsor che restaurano i monumenti, affidando al direttore generale per le arti e l'architettura, Roberto Cecchi, il compito di studiare la materia. Il ministro ha anche affermato che le sponsorizzazioni devono essere fatte in maniera accettabile e limitate nel tempo.
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