I direttori dei maggiori musei del mondo scrivono un appello a Bondi contro la pubblicità gigante «Basta restauri-poster a Venezia» Il ministro: «Gli sponsor sono necessari, ma fisseremo criteri coerenti e adeguati» Il sindaco Orsoni: «Faremo una gara per stabilire chi è più rispettoso» La sovrintendente: «Noi siamo molto più restrittivi di altre città» VENEZIA - In quel di Londra devono aver pensato che l'unico modo per dare fiato internazionale alla protesta fosse quello di seguire il proverbio "L'unione fa la forza". E così è stato. I direttori dei più prestigiosi musei del mondo si sono seduti a tavolino, con la mediazione del Venice in Peril Fund, il famoso Comitato britannico per Venezia, e hanno mandato una letterina non proprio tenera al ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi, contestando l'uso massiccio dei megacartelloni pubblicitari sulle facciate dei palazzi o delle chiese in via di restauro. Un dibattito non nuovo, soprattutto a Venezia dove numerose quest'estate sono state le proteste quando la Coca Cola "coprì" il Ponte dei Sospiri, parte di Palazzo Ducale e delle Prigioni con un "posterone" multicolori, ma che ora trova nuovo slancio tanto che i grandi musei del mondo parlano nella missiva di "buco nell'occhio e di esperienza rovinosa per una delle maggiori creazioni del genere umano" leggasi Venezia. E, aggiungono i grandi musei, al danno ora c'è anche la beffa, ovvero la possibilità che i grandi cartelloni siano illuminati a giorno durante la notte. Insomma, Venezia ancora una volta sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo per la "guerra dei grandi poster". All'offensiva mirata contro il Governo italiano e alla sua politica di concessione alle "sponsorizzazioni" selvagge, ha risposto proprio ieri il ministro Bondi sottolineando da una lato la necessità di queste operazioni pubblicitarie, ma ribadendo dall'altro anche la volontà di porre nuove regole e nuovi criteri per la cartellonistica che va a ricoprire opere d'arte e monumenti storici. «I manifesti pubblicitari che si vedono nel centro storico di Venezia e di cui si parla in questi giorni - ha detto Bondi - sono necessari per far fronte alle contenute risorse disponibili per il restauro dei beni culturali. L'intervento delle imprese private a favore del nostro patrimonio storico artistico è tuttavia un fatto positivo e insostituibile. Ho chiesto di mettere a punto dei criteri più coerenti e adeguati, affidando il compito a Roberto Cecchi, direttore generale per le Arti e l'Architettura del Ministero, affinchè, pur mantenendo la possibilità di usufruire del sistema delle sponsorizzazioni, si adottino modalità accettabili e limitate nel tempo quando si autorizzino forme di pubblicità su beni del patrimonio culturale». Come dire, in un certo senso, i direttori dei musei del mondo hanno fatto centro. A controbattere ai direttori dei musei c'è soprattutto la soprintendente ai Beni Architettonici, Renata Codello: «Noi a Venezia sia molto più restrittivi di altre città italiane - dice - Abbiamo parametri molto precisi. Ben venga la volontà del ministro di individuare criteri più coerenti e più adeguati. Le regole che ci siamo posti sono chiare e nette: nessuna affissione sugli edifici privati; nessun manifesto dove compaiano bambini o donne discinte, mentre, ed è ben noto, che per i pannelli sulle facciate delle chiese e degli edifici religiosi consultiamo sempre la Curia». Nel frattempo il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, dopo aver incassato la protesta dei manager dei musei internazionali e giudicato "positiva" la presa di posizione del ministro, ha deciso di rilanciare. «Sto lavorando - spiega il primo cittadino veneziano - ad una gara tra gli sponsor per verificare chi, nelle proprie proposte, dimostra di essere più rispettoso di Venezia. Ci sono esempi importanti come quello recente di Eni che si è contraddistinto nella sua sponsorizzazione (per i Musei civici Veneziani ndr) per sobrietà e per non aver avuto alcuna intenzione "invasiva". Quindi, potrebbe essere utile una gara internazionale che rispetti la dignità della città». Facile? Si vedrà. Intanto la "provocazione" è stata lanciata.
Pubblicità sui palazzi: il ministro dice basta
I direttori dei maggiori musei del mondo hanno scritto un appello al ministro Sandro Bondi contro la pubblicità gigante sui monumenti storici di Venezia. I musei sostengono che la pubblicità è un "buco nell'occhio" e un'esperienza rovinosa per le opere d'arte. Il ministro ha risposto sottolineando la necessità di queste operazioni pubblicitarie per il restauro dei beni culturali, ma ha anche promesso di porre nuove regole e criteri per la cartellonistica. La soprintendente ai Beni Architettonici di Venezia, Renata Codello, ha risposto che i parametri a Venezia sono più restrittivi di altre città italiane e ha chiesto di individuare criteri più coerenti e adeguati.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo