LA DENUNCIA - INTERVIENE BENIAMINO PIEMONTESE, DELL'OSSERVATORIO TORRE DI BELLOLUOGO: «È DAVVERO QUESTO IL GRANDE SALENTO?» «Guardate bene queste immagini e poi rispondete alla mia domanda: è davvero questo il Grande Salento di cui tanto si parla?». E' il preoccupato interrogativo con cui Beniamino Piemontese, da attento operatore qual è, scrive a Pronto Gazzetta e accompagna alcune immagini di due emblematiche località salentine: la stele commemorativa di Rugge, l'antica città messapica di Rudiae, presso Lecce, abbattuta ed abbandonata tra i rifiuti; e i ruderi dell'abbazia di San Salvatore situata nelle campagne in territorio di Sannicola, ma a due passi dalla zona industriale di Gallipoli. Per sensibilizzare sul degrado che mette sempre più a rischio la stessa sopravvivenza di tale chiesetta bizantina, nei giorni scorsi Carla De Nunzio presidente e Beniamino Piemontese coordinatore dell'Associazione Ideale Osservatorio Torre di Belloluogo, hanno organizzato una manifestazione nelle sue adiacenze, in occasione delle Giornate europee del patrimonio. Molte adesioni, anche telematiche, ma mancanza di riscontro senza alcuna soluzione di continuità sul versante delle istituzioni. Si comprende, pertanto, l'ulteriore sfogo mediatico di Piemontese che vorrebbe cogliere risvolti pratici positivi dall'incessante sua opera di sensibilizzazione in difesa del patrimonio d'arte e, più in generale, di cultura del Salento; e si comprende l'accusa d'«inciviltà», perché non si può diversamente commentare la barbarie tanto di chi lascia crollare un bene unico e irripetibile, quanto di chi «demolisce» un simbolo, qual è la stele di Rugge; né sa dirsi se è più grave la rozzezza di chi compie l'atto o di chi ha eletto il sito a discarica o ancora di chi, avendone responsabilità, consente che sia lasciato nelle condizioni testimoniate dalle immagini. Sulla stele circondata di rifiuti e inerti rivenienti da demolizioni, si legge l'epigrafe che sovrasta l'incisione d'una trozzella: «Qui fu Rugge. Fu questa la patria di Ennio», quasi a ricordare che la cultura è bagaglio da trasmettere alle generazioni future; ma è anche bene da fruire oggi e con il quale caratterizzare il Salento, che è «grande» a prescindere dalla dimensione geografica. Link alla pagina del giornale (file PDF): Page LECC6 in Ottobre 01, 2010 issue of GDM