Ma sul parco archeologico incombe lo spettro dell'autostrada Mantova-Cremona MANTOVA. Il 2010 del parco del Forcello incassa nuovi rinvenimenti archeologici e lo spettro di un'autostrada. L'occasione per parlarne con uno dei diretti interessati si è presentata alla presentazione dei risultati della campagna di scavi 2010 nel sito bagnolese. Il professor Raffaele De Marinis è un archeologo vecchio stampo, innamorato del suo Forcello, di cui dirige lo scavo per l'Università di Milano, fin dai primi ritrovamenti nell'ormai lontano 1981. Ne conosce ogni centimetro, potrebbe descriverne le linee ad occhi chiusi. Sull'interminabile vicenda della Mantova-Cremona e le innumerevoli dispute che si sono consumate sulle sue ipotesi di tracciato (prima a sud degli abitati, poi a nord, poi di nuovo a sud, poi un po più a nord) non conosce i dettagli, né quale amministrazione o comitato di cittadini chiede cosa. Ma sa che esiste la possibilità che una possente autostrada passi proprio accanto al Forcello, o a nord o a sud del Parco Archeologico. E l'idea non gli piace affatto. «Cosa vuole che le dica - commenta - Per me è un'assurdità sia l'una che l'altra ipotesi. C'è un'area sottoposta a vincolo su cui non si può far nulla, ma comunque passarci a pochi metri non è l'ideale». Dei dettagli lo informa il sindaco di Bagnolo Roberto Penna, anche lui al Forcello per ascoltare i nuovi successi ottenuti dall'équipe di archeologi. E De Marinis sembra rasserenarsi un po' quando sente degli infiniti rinvii, inversioni di rotta, tutto da rifare che ha subito il progetto della Mantova-Cremona nel corso di anni. «Magari non si farà mai» auspica. Quel che è certa è la storia, almeno la parte emersa fin qui. Il 2010 per il Forcello pare essere davvero un anno chiave. Finalmente una campagna di scavi finalmente molto lunga (da maggio a luglio e tutto settembre), che ha permesso di completare il perimetro della domus di epoca più antica, quella che gli archeologi definiscono di fase F, ovvero la ricca dimora bruciata nell'incendio del VI secolo a C. Qui sono stati ritrovati gli oggetti più preziosi del Forcello, ai quali ora si aggiunge una nuovo pezzo. Un raro e pregiato cratere in ceramica attica a figure nere, sul quale è rappresentata una scena del ciclo troiano e, più precisamente, l'attacco di Achille a Troia; un'ulteriore conferma dei già attestati intensi scambi commerciali tra il piccolo villaggio etrusco e la Grecia. Il contenitore è stato ritrovato frammentato in centinaia di piccoli pezzi e gli archeologi ne stanno ora ricomponendo le forme con pazienza certosina, per poi affidarlo alle mani dei restauratori. Da non dimenticare i dati di pubblico. Il Parco Archeologico ha accolto quest'anno 5 000 visitatori. Un ottimo numero, per lo più composto da scolari, ma che si vorrebbe aumentare coinvolgendo maggiormente il pubblico adulto. «Ci sono tante attività per questa fascia», garantisce la direttrice del parco Claudia Fredella. Un esempio? Le cene in stile rigorosamente etrusco 1 ottobre 2010