"Lo scriva pure - insiste il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni -: anch'io mi farò promotore di un appello e sarà contro la stupidità dei direttori di museo che vedono me e il ministro Bondi come gli artefici della distruzione della città». In macchina, la domenica pomeriggio, di rientro nel posto più bello del mondo, Venezia, appunto, Orsoni non bada alle parole. La lettera ripresa dal quotidiano britannico, «Guardian», in cui il direttore del British Museum, del Modern Art di New York, del museo di Dresda e dell'Hermitage di San Pietroburgo - solo per citarne alcuni - lo accusano di aver tappezzato con maxi-panneli pubblicitari le facciate in ristrutturazione dei monumenti, giudicati patrimonio dell'umanità dall'Unesco, proprio non gli va giù. In realtà, la critica non riesce a digerirla nemmeno Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi e Soprintendente del polo museale di Venezia in attesa di riconferma, seppur per motivi diversi: «Ero sicuro che prima o poi sarebbe scoppiata una rivolta ad alto livello - commenta Sgarbi -. Nemmeno a me quei mega-manifesti, che coprono parte di Palazzo Ducale, Piazza San Marco, Palazzo Correr e altri luoghi sacri della città, sono mai piaciuti». E poi, soddisfatto, precisa: «Per questo ho deciso che il contratto di appalto sulla facciata dell'Accademia non lo rinnovo. Le Gallerie sono di gestione statale e quindi posso farlo». La questione, che sta facendo il giro del mondo - e dei musei -, da mesi investe la città. Dice Anna Somers Cocks Allemandi, presidente del «Venice.in Peril Fund»; onlus che si occupa della salvaguardia di Venezia dal 1971: «Il punto è che manca un progetto a lunga scadenza che difenda la città dalle alluvioni: i monumenti sono fragili, serve un piano che li tuteli, non si può pensare di correre ai ripari quando già si stanno sbriciolando, e ristrutturandoli coprirli con manifesti mega». Che spuntano come funghi e che, ultimamente; sono anche illuminati di notte per rendere lo sponsor ben visibile. «Se il Comune o il governo non riescono a garantire un futuro a Venezia - continua Anna Somers - allora che si valuti come soluzione un fondo internazionale». Il sindaco, certo della scelta giusta, ribadisce «l'incompetenza» degli specialisti del «resto del mondo»: «Le ristrutturazioni in Italia si fanno in questo modo a prescindere dall'acqua: le facciate, sponsor o non sponsor, si coprono per ragioni di antinfortunistica». E Sgarbi, pratico, la chiude così: "Che il sindaco faccia come crede: io rinuncio a 27 mila euro all'anno e al posto di bibite e gioielli piazzo l'annuncio della mostra del Giorgione».
Direttori di museo contro maxi poster a Venezia. Sgarbi: hanno ragione, li toglierò dall'Accademia
Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni ha risposto alle critiche dei direttori dei musei britannici e tedeschi che lo accusano di aver coperto le facciate dei monumenti patrimonio dell'umanità con maxi-panneli pubblicitari. Orsoni insiste che la sua scelta sia stata giustificata e che gli specialisti del resto del mondo siano incomprensibili. Il sindaco ha anche affermato di aver deciso di non rinnovare il contratto di appalto sulla facciata dell'Accademia. L'onlus Venice.in Peril Fund ha sollevato la questione della mancanza di un progetto a lunga scadenza per difendere la città dalle alluvioni e ha suggerito l'idea di un fondo internazionale per garantire un futuro a Venezia.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo