Inedito patto per difendere il museo Rivellini con Verdi e democratici Giù le mani dal Madre e da Cicelyn. Sulla difesa delle istituzioni culturali della città, la politica scopre convergenze inedite. Pd, Verdi e finiani fanno fronte comune contro i tagli previsti dalla giunta Caldoro al museo di arte contemporanea e contro l'ipotesi di sostituire il suo direttore. Un asse non certo sempiterno, in grado però di dimostrare la voglia di dialogo al di là dei partiti e degli steccati ideologici. Dopo il consigliere provinciale Enrico Flauto, finito nella tana dei giovani del Pd, ieri l'europarlamentare Enzo Rivellini, coordinatore regionale di Generazione Italia, ha aderito al cartello «Save Madre», lanciato dal centrosinistra. Rivellini, in passato molto ruvido con Cicelyn (nel 2005, da consigliere regionale presentò un'interrogazione perché il direttore lasciasse l'incarico di funzionario a Palazzo Santa Lucia), rivisita le sue posizioni, ma avverte: «Nessuna retromarcia. Reputo che le attestazioni di stima giunte in queste settimane a Cicelyn dal mondo delle arti e della cultura debbano farci riflettere. Napoli ha un museo di arte contemporanea conosciuto e riconosciuto a livello internazionale, un patrimonio che non può andare disperso». All'assessore Miraglia, ribattezzata per l'occasione «Mitraglia» («sta mitragliando le istituzioni culturali»), dice: «Spieghi qual è la politica culturale che intende adottare. Il Madre ha speso troppo e male? Bene, allora, però, non si indichi Sgarbi in sostituzione di Cicelyn, ma piuttosto un ragioniere. Io, da napoletano, preferisco mille volte un napoletano di successo che un ferrarese chiamato solo per fare "ammuina"». Net centrosinistra, il commissario regionale dei Verdi, Francesco Borrelli, e i consiglieri del Pd, Emilio Di Marzio (Comune) e Livio Falcone (Provincia), si dicono pronti anche a occupare i locali di Donnaregina pur di scongiurare la chiusura della struttura. L'idillio bipartisan barcolla solo quando spunta il nome non del Madre, bensì del Padre, come ebbe a definirlo Fulvio Martusciello, e cioè dell'ex governatore Bassolino. Per Falcone, «il patto di stabilità sta diventando un alibi per annullare tutto ciò che è stato fatto». «Non scherziamo - ribatte Rivellini -: la gestione finanziaria dell'era Bassolino è stata scellerata». Punti di vista diversi «per un'iniziativa nata bipartisan», come spiega lo stesso Cicelyn: «Nel 2003 arrivarono 45 milioni di euro dal governo Berlusconi per aprire il Museo pensato e voluto da Bassolino». Per salvare il Madre partirà anche una petizione on line. La stanno organizzando artisti internazionali, tra cui Mimmo Paladino, di cui oggi potrà essere ammirata l'ultima opera, «Prova d'Orchestra», esposta nei giardini di Palazzo Reale. L'artista ha voluto che la scultura fosse coperta da un drappo nero. Una sorta di lutto per il momento delicato che vivono alcune realtà, dal Madre al Trianon.