Caro Granzotto, il Comitato fucecchiese per la difesa di Piazza Montanelli Grande si batte da sei anni contro l'Amministrazione comunale che dopo l'abbattimento del vetusto Cinema Teatro Pacini intende realizzare su quella piazza, in pieno centro storico, un nuovo enorme fabbricato. Nell'aprile del '98 Indro Montanelli scrisse una lettera al sindaco, invitandolo a desistere dal progetto. Nessuna risposta. Nel giugno 2002 Vittorio Sgarbi, allora sottosegretario, fece bloccare i lavori. Attualmente la costruzione è ferma alle fondamenta perché bloccata dalla Sovrintendenza di Firenze. Nonostante questo e una petizione firmata da quasi seimila cittadini, il sindaco ha intenzione di andare avanti nella costruzione del «mostro». Cosa chiede il sottoscritto a nome del Comitato? Chiede che un amico di Indro, uno di quelli che ha lavorato con lui e che è venuto anche a Fucecchio porti a conoscenza degli italiani lo scempio urbanistico, architettonico e culturale con il quale il Comune intende sfregiare con un mostro di cemento armato la seicente-sca Piazza Montanelli. Chiediamo forse troppo? Romano Bagnoli Fucecchio (Firenze) Nella sua lettera Montanelli scriveva, fra l'altro: «Le piazze, a mio avviso, devono restare piazze» suggerendo al sindaco di realizzare «le vostre pur benemerite iniziative» altrove. Che una piazza debba restare tale mi pare sia una affermazione diffìcilmente contestabile, non parliamo poi se la piazza, di origine seicentesca, s'apre sui più ragguardevoli palazzi di Fucecchio e, laggiù, sulla bella chiesa delle Vedute: quinte che verrebbero nascoste dal «mostro» (che dovrebbe ospitare, nell'ordine: gli uffici comunali, un auditorium e una banca) in cemento armato voluto dai sindaci Florio Talini prima e Claudio Toni poi. Ma se a farli ragionare non c'è riuscito Indro, come può pensare, caro Bagnoli, che possa riuscirci io? Del mal del mattone - del mal del cemento armato - sono affette falangi di pubblici amministratori, e passi. Il guaio è che taluni vogliono sfogare le loro pulsioni palazzinare e cementizie nei centri storici ritenendo perfino che no, una piazza non deve restare una piazza. Secondo costoro una piazza è semplicemente un'area sulla quale collocare un centro immancabilmente, inesorabilmente polifunzionale. O, come è il caso di Piazza Valdo Fusi a Torino, uno spiazzo da sventrare, renderlo concavo, cingerlo da un'alta muraglia in cemento e piazzarci in mezzo uno chalet postmoderno in vetro e putrelle. In verità il sindaco Toni sembrava di tutt'altra pasta: partecipando (in veste, allora, di assessore all'Urbanistica) a un convegno delle associazioni «Fucecchio Riscopre« e «Amici del centro storico» ebbe a dire, riferendosi alla proposta di un garage sotto l'ospedale San Pietro Igneo: «Fondamentale, per prima cosa, è valutare l'impatto ambientale del progetto per evitare di costruire un pugno in un occhio, come è stato fatto in altri paesi». Fondamentale, signor sindaco, fondamentale. Possibile che, nel caso dell'ecomostro di piazza Montanelli, se lo sia scordato? (Nel caso, perché non ci pensa il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, a rinfrescargli la memoria? Indro, da lassù, manderebbe il suo grazie).
Altolà: giù le mani da Fucecchio
Il Comitato fucecchiese per la difesa di Piazza Montanelli Grande si batte contro la costruzione di un nuovo edificio su quella piazza, in pieno centro storico. Il progetto, inizialmente avviato dopo l'abbattimento del Cinema Teatro Pacini, è stato fermato dalla Sovrintendenza di Firenze. Tuttavia, il sindaco intende andare avanti con la costruzione. Il Comitato chiede che il progetto venga fermato e che la piazza rimanga una piazza. Indro Montanelli, in una lettera al sindaco, aveva scritto che le piazze devono restare piazze e che il progetto è un "scempio urbanistico, architettonico e culturale".
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