Protezione Soprintendenza nel futuro del Marraccini Già eseguiti alcuni sopralluoghi C'è l'ok del Comune L'ex cinema Marraccini è sul trampolino di lancio per diventare un edificio "griffato" Soprintendenza. Per ottenere, in altre parole, il vincolo che ne certifica ufficialmente l'importanza nel panorama architettonico, artistico e storico della città e lo mette a riparo da scempi, ristrutturazioni dissennate o, peggio, demolizioni. La Soprintendenza per i Beni architettonici e per il paesaggio per le province di Siena e Grosseto ha avviato nelle scorse settimane il procedimento per riconoscere all'ex cinema di via Mazzini l'ambito riconoscimento, in virtù del fatto che l'immobile è considerato un «pregevole esempio di architettura neorinascimentale». «Siamo ancora in fase di istruttoria - spiega la soprintendente Emanuela Carpani - ma abbiamo già fatto sopralluoghi dentro e fuori l'edificio per verificare se c'è la possibilità di vincolarlo. Questo non significa che in futuro non si potranno fare modifiche all'immobile, ma solo che i proprietari dovranno chiedere il permesso alla Soprintendenza che valuterà i progetti e concorderà le modalità di intervento». Non si sa ancora sotto quale dei due possibili vincoli potrebbe rientrare il Marraccini, se solo storico o storico artistico. In ogni caso il palazzo sarà sotto un regime specifico. «Oltre a tutelare i beni - spiega Carpani - sono previste agevolazioni fiscali per i proprietari che ristrutturano e la possibilità di ricevere contributi statali. In questo secondo caso l'edificio dovrebbe però essere aperto al pubblico, anche solo in parte, cosa non prevista se c'è solo il vincolo ma nessun finanziamento statale. Tuttavia, per mancanza di fondi, lo Stato tende ora a finanziare solo opere di particolare importanza». Nei giorni scorsi la comunicazione dell'avvio del procedimento è arrivata ai sette proprietari dei locali all'interno del Marraccini - che contiene oltre alla sala di proiezione e alla biglietteria anche appartamenti privati - e al Comune di Grosseto, soggetto che controlla le attività edilizie. Tutti, secondo le norme sulla trasparenza degli atti pubblici, vanno informati del delicato passaggio e, da qui a 210 giorni, hanno facoltà di fare osservazioni. Una parte del procedimento, poi, sarà curata dalla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici. Toccherà dunque aspettare altri sette mesi per sapere se il Marraccini passerà il test. «L'attenzione della Soprintendenza - spiega l'assessore comunale all'urbanistica Moreno Canuti - è del tutto condivisibile e non può che far piacere che la città di Grosseto veda riconoscersi l'ennesimo prezioso edificio, peraltro in una strada - via Mazzini - dove già si affaccia un palazzo tutelato, quello della Chelliana». Un bel regalo, dunque, per l'ex cinema che quest'anno compie 85 anni. Il suo nome deriva da uno dei proprietari, Giovanni Marraccini, che alla fine della prima guerra mondiale acquistò con Olinto Perissi il terreno per costruire un cinematografo. I lavori iniziarono nel 1925 su progetto, poi rivisto, dell'ingegnere Renato Della Rocca. È uno dei primi edifici di Grosseto costruito in calcestruzzo ed è dotato di un grande lucernaio che in passato, durante le pause di proiezione, si apriva per consentire al fumo di uscire dalla sala. L'11 ottobre 1926 fu inaugurato con il nome "Savoia". Il biglietto, all'epoca, costava 5 lire. Settantasette anni dopo, nell'ottobre del 2003, ha chiuso i battenti e cosa ospiterà in futuro è ancora un mistero. Moschea? Centro commerciale? Museo? Sala conferenze? Una cosa è certa: nel cuore dei grossetani rimarrà sempre il "Cinema Marraccini".