«Una proposta eversiva». Così il capogruppo regionale dei Verdi Angelo Bonelli descrive la proposta di legge Storace sul cosiddetto Ptpr (piano territoriale paesistico regionale), strumento di pianificazione che, fino ad oggi (siamo ancora al livello di proposta di legge, seppur approvata dalla Giunta: il provvedimento non è quindi in vigore), ha il compito di tutelare l'ambiente ponendo regole non valicabili a Comuni, Province e imprenditori del mattone che vogliano edificare in zone protette. «Il nuovo piano demolisce e riduce le tutele ambientali e paesistiche della nostra regione con scientifica precisione», attacca Bonelli, che, non fermandosi alle parole, colleziona una serie di "atti" che la Giunta ha messo nero su bianco, stravolgendo di fatto le linee guida del vecchio piano paesistico risalente al 1998. Qui e là, anche se l'assessore regionale all'Urbanistica Luciano Ciocchetti smentisce il consigliere («Quanto afferma il capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli non è assolutamente vero»), compaiono in calce al documento la firma di Ciocchetti e quella del Presidente Storace. La cosa che sconvolge già ad una prima lettura delle modifiche intraprese dalla giunta Storace è che il piano, invece di essere "rigido" («La sua struttura dovrebbe somigliare ad una sorta di costituzione ambientale», spiega Bonelli), diventa "flessibile". Invece di vietare l'edificazione in una zona vincolata, ad esempio, la nuova carta propone il principio della «composizione delle conflittualità», composizione che si traduce: «Se un Comune, in deroga al piano paesistico territoriale, decide di voler costruire in una zona vincolata, la Regione, tramite una legge varata dal Consiglio, potrà decidere di concedere ugualmente l'edificazione anche se quei terreni sono ufficialmente protetti dal piano». In più, sottolinea Bonelli, la Regione mette una data di scadenza al suo stesso piano: dura due anni. Ogni biennio - si legge al nuovo articolo 15: è il comma 7bis, tanto per testimoniare che stiamo parlando di carte viste e approvate e non di invenzioni della propaganda - la Regione potrà procedere «ad una modifica delle classificazioni per zona delle aree che risultino soggette a cambiamenti naturalistici, morfologici o estetico percettivi». È scritto proprio cosi «estetico percettivi» (segue una bella doppia firma Storace-Ciocchetti), come se la tutela dell'ambiente fosse una questione di pura "estetica". Continuando tra le amenità che i Verdi denunciano segnaliamo: sarà possibile edificare fino a 50 metri dalle rive dei corsi d'acqua (contro i 150 dell'attuale regolamento), costruire in area boschiva sopra i 1200 metri d'altezza, ampliare edificazioni fino al 20, effettuare manutenzioni ordinarie e straordinarie del patrimonio edilizio permettendo l'«alterazione dello stato dei luoghi», sottrarre prerogative alle Soprintendenze archeologiche, «le cui "segnalazioni" - spiega Bonelli - non avranno più valore di efficacia, in quanto i provvedimenti potranno essere emessi solo dal ministero dei Beni Culturali e dalla Regione stessa». «Storace - conclude il capogruppo dei Verdi alla Pisana - si sente in campagna elettorale e inizia a dare ai costruttori la loro parte. Per un migliaio di voti ha deciso di svendere il territorio regionale». Storace si presenterà anche con una lista personalistica, la sua politica resta però quella del condono, diretta emanazione della cosiddetta (e si capisce sempre più perché) «Casa delle Libertà». la scheda Ridotta la fascia di rispetto per la costa marina Nuovi interventi edilizi sulle aree libere prospicienti la linea di costa marina. La fascia di rispetto di 150 metri misurata dalle sponde o dagli argini di fiumi, torrenti e corsi d'acqua viene ridotta fino a 50 metri. ' Si permette di costruire in deroga al vincolo statale (sopra i 1200 metri) e nei territori boschivi. Sono autorizzati i seguenti interventi sul patrimonio edilizio esistente: manutenzione ordinaria e straordinaria con alterazione dello stato dei luoghi e in deroga al vincolo paesistico; ristrutturazione edilizia con ampliamenti fino al 20 in deroga al vincolo paesistico; impianti tecnologici. Compresi distributori di carburanti in deroga al vincolo paesistico. Sono esautorate le Soprintendenze archeologiche dal controllo del territorio, le cui "segnalazioni" non avranno più valore ed efficacia in quanto saranno solo da Ministero e Regione ad emettere provvedimenti. La regione può modificare il PTPR dopo due anni, cioè può togliere il vincolo paesistico, anche «per aree soggette a cambiamenti estetico percettivi».
Storace demolisce l'ambiente del Lazio
Il capogruppo regionale dei Verdi Angelo Bonelli ha criticato la proposta di legge Storace sul piano territoriale paesistico regionale (Ptpr), che sostituisce il vecchio piano paesistico del 1998. La nuova proposta, approvata dalla Giunta, sembra essere più flessibile e meno protettiva per l'ambiente. Il piano prevede la riduzione delle tutele ambientali e paesistiche, l'edificazione in zone protette e la possibilità di modificare le classificazioni delle aree protette dopo due anni. I Verdi hanno denunciato che il piano è stato stravolto e che la Giunta ha messo nero su bianco atti che attaccano le linee guida del vecchio piano.
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