Biblioteca, archivio e strumenti finiranno negli scatoloni E' lassù dal 1879, all'ultimo piano del Collegio romano. Da 11 garantisce le rilevazioni quotidiane, anche la pubblicazione di un bollettino giornaliero affisso nella bacheca al portone d'ingresso. Insomma un punto di riferimento quando si parla di previsioni del tempo. Ora dopo 228 anni, l'Osservatorio Meteorologico deve traslocare. E anche in fretta. Dalla fine di dicembre sarà trasferito dalla sua sede storica del 1500 in un palazzo della Navicella e fra qualche anno a Monterotondo. Infatti, il 27 settembre il Consiglio per la Ricerca e per la Sperimentazione in Agricoltura (Cm), che dipende dal Ministero; a causa del taglio ai finanziamenti nella ricerca ha comunicato che non potrà più mantenere la sede dell'unità di ricerca per la Climatologia e la Meteorologia applicate all'Agricoltura (Cma) nel complesso del Collegio Romano di via del Caravita (negli altri piani c'è il Ministero per i Beni culturali). Il personale dovrà lasciare la storica sede per essere trasferito con le sole postazioni di lavoro, insomma col "minore bagaglio possibile". Infatti finiranno per ora negli scatoloni la Biblioteca, l'Archivio storico, la collezione di antichi strumenti sismici e meteorologici. Nessuna garanzia per la continuazione delle osservazioni meteorologiche del Collegio Romano, iniziate nel 1782, con la pubblicazione di un bollettino giornaliero affisso quotidianamente nella bacheca di fianco al portone d'ingresso. «Uno scempio e un'azione barbarica distruggere un patrimonio culturale e scientifico che - sostiene la responsabile dell'Osservatorio, Franca Mangianti - è stato costruito con passione, professionalità ed entusiasmo da innumerevoli personalità scientifiche nel corso di oltre mezzo millennio». Secondo il personale, «i locali sono in uso gratuito e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali si è formalmente impegnato a sostenere tutte le spese di gestione» e quindi è difficile capire il motivo della decisione. La Biblioteca, nota come "Biblioteca Centrale della Meteorologia Italiana", (il cui patrimonio librario è stato dichiarato dal Mipa «bene immobile dello Stato» nel 1998) ha più di 15.000 testi di meteorologia e geofisica italiani ed esteri alcuni risalenti al '500 e si configura come la principale memoria storica della tradizione meteorologica e geofisica italiana dell'età moderna. Ha ospitato personaggi come Galileo Galilei, padre Angelo Secchi, Enrico Fermi. La collezione di antica strumentazione meteorologica e sismica, di grande valore perla rarità e il prestigio degli strumenti traccia la storia della geofisica in Italia. L'Archivio storico, con sei milioni di dati per ogni variabile meteorologica osservata, è uno tra i pochissimi nel mondo a poter vantare serie storiche di dati meteo-climatici plurisecolari. «Si può dunque comprendere - conclude il personale che ha scritto a tutte le maggiori cariche dello Stato, del Comune, della Provincia e della Regione - come l'attività di ricerca del Cra-Cma sia strettamente connessa con l'attuale suo luogo di lavoro».