Patto tra istituzioni per centrare il riconoscimento Progetto con altre città europee: nel 2013 il responso L'unione fa la forza. E magari porta con sé anche il tanto ambito riconoscimento dell'Unesco. «Siamo insieme per un'iniziativa pienamente condivisa» spiega il sindaco Franco Tentorio presentando il protocollo d'intesa siglato da Palafrizzoni, Provincia, Università, Camera di Commercio, Sacbo e Fondazione Bergamo nella Storia. Tutto insieme per promuovere il sito «Le opere di difesa veneziane tra XVI e XVIII secolo nel Mediterraneo», il progetto di valorizzazione artistica delle cinte murarie con il quale si spera di ottenere l'ingresso nella World Heritage List dell'Unesco. Non da soli, comunque: «La nostra proposta ha una valenza più ampia, coinvolgendo altre città italiane, croate, greche e cipriote», spiega Luciana Frosio Roncalli, consigliere delegato di Palafrizzoni per Città Alta e l'operazione Unesco. È il caso di Peschiera del Garda, Venezia, forse Palmanova, di Nicosia e Famagosta, mentre Zara pare molto fredda (per non dire disinteressata) all'invito: «Bergamo è comunque capofila», spiega la Frosio Roncalli. Anche se in virtù della dimensione internazionale della proposta, il dialogo con i partner passa attraverso l'intermediazione del ministero degli Esteri e dei Beni culturali. «Teniamo particolarmente a questo riconoscimento, sarebbe un risultato importante» spiega Tentorio. Partendo da quelle Mura che caratterizzano in modo inimitabile lo skyline di Città Alta «e che possono diventare un marchio importante per il nostro sistema turistico e culturale» spiega Giorgio Bonassoli, assessore provinciale. L'Università dal canto suo «è a disposizione per tutti gli aspetti culturali e d'approfondimento» spiega il prorettore Remo Morzenti Pellegrini, mentre Emanuele Prati, segretario della Camera di Commercio, sottolinea come «questo progetto rientri pienamente nella nostra mission: è uno straordinario strumento di promozione turistica del territorio». Normale che dal fronte dell'aeroporto ci sia piena disponibilità: «Facciamo circolare il nomadi Bergamo nel mondo: siamo interessati eccome, anche egoisticamente...» scherza Renato Ravasio, consigliere delegato di Sacbo. Ma i bergamaschi sono anche gente che viaggia «e questo progetto lo metterà ancora di più in evidenza» spiega Maria Mencaroni, della Fondazione Bergamo nella storia che ricorda anche «come la Bergamo veneziana sarà ancora meglio rappresentata nel Museo della città che verrà inaugurato la prossima primavera nel Palazzo del Podestà. Nel frattempo si lavora per l'obiettivo Unesco: l'autunno 2013 sarà il momento della verità, con la consegna del dossier a Parigi. Ma tutto dovrà essere pronto per la primavera 2012 per l'invio ai ministeri romani, il primo vero esame della candidatura di Bergamo, con città veneziane al seguito. La spesa complessiva di questo dossier (curato dal torinese Siti, l'Istituto superiore sui sistemi territoriali e l'innovazione) è di circa 349 mila euro: «Un terzo della spesa è fatto di prestazioni che i sottoscrittori di questo protocollo compiono gratuitamente», spiega Tentorio: «Il resto sono spese reali, coperte al 30 per cento dal Comune, ma questo dell'Unesco è un traguardo che taglieremo tutti insieme».