NAPOLI - L'emergenza rifiuti sta provocando disagi a catena sul territorio. Problemi anche per i tanti turisti diretti agli scavi di Pompei. Il sito archeologico è rimasto infatti chiuso al pubblico ieri, per un'assemblea del personale della soprintendenza, indetta da Cgil, Cisl, Uil, Flp, Rdb e Unsa di Pompei. All'ordine del giorno il problema dei rifiuti nei comuni vesuviani. «Come lavoratori del sito archeologico più grande del mondo, dichiarato dall'Unesco patrimonio dell'umanità, siamo chiamati dalle nostre coscienze ad aderire alla protesta» dicono i sindacalisti. «La presenza di una discarica e la prossima apertura di un'altra, all'interno del Parco Nazionale del Vesuvio - continuano - in un territorio dove sono presenti oltre agli Scavi di Pompei altri importanti insediamenti archeologici quali il Museo di Boscoreale, gli Scavi di Terzigno in località Cava Ranieri, gli Scavi di Oplonti, mettono in ginocchio l'economia locale e rischiano di compromettere lo sviluppo di questo territorio a chiara vocazione turistica». Al coro di 'no alle discariche', si unisce intanto anche l'Irpinia. Il presidente della Provincia di Avellino, Cosimo Sibilia del Pdl, lo ha detto chiaramente: «Noi abbiamo fatto la nostra parte, non vogliamo pagare le inadempienze delle altre Province». Il presidente della Campania Stefano Caldoro sarà martedì prossimo a Bruxelles per illustrare quanto la Regione sta facendo affrontare il problema dello smaltimento dei rifiuti urbani. Lo ha reso noto il ministro per le Politiche comunitarie Andrea Ronchi. Il governatore avrà incontri con esponenti. della Commissione europea e con gli europarlamentari campani nel corso dei quali fornirà elementi sull'evoluzione della situazione dei rifiuti in Campania. L'ultimo documento inviato a Bruxelles dalle autorità italiane sui rifiuti in Campania, dei resto, è stato ritenuto «insoddisfacente». Lo ha detto il rappresentante dell'esecutivo Ue intervenuto nella commissione petizioni del Parlamento europeo. «La Commissione - ha affermato Giuseppe Manganaro - ha chiesto alle autorità italiane un piano integrato di gestione dei rifiuti con un calendario dettagliato, che contenga le date in cui saranno realizzati gli impianti. Già in passato sono stati adottati piani validi, che poi non sono stati messi in pratica». L'Italia ha fatto sapere alla Commissione che il piano sarà approvato entro l'anno. Ma l'esecutivo Ue non si accontenta delle promesse ed attende che il progetto arrivi «il più rapidamente possibile». M.M.