Volantini dei sindacati consegnati ai visitatori: «Tutti devono sapere» POMPEI. I cancelli della città eterna ieri mattina hanno aperto con due ore di ritardo. Migliaia i visitatori in fila ad aspettare per entrare in uno dei monumenti archeologici più ambiti dai turisti. Questa volta, però, la causa non è una vertenza sindacale, bensì la solidarietà che il personale della soprintendenza di Napoli e Pompei ha voluto infondere ai cittadini che «lottano» contro l'apertura di una seconda discarica a Terzigno. I sindacati Cgil, Cisl, Uil, Unsa e Rdb, compatti come non mai, hanno voluto sensibilizzare i turisti stranieri «sull'allarme ecologico che può rappresentare una seconda discarica realizzata a pochi chilometri dall'area archeologica, eletta patrimonio universale dall'Unesco». «Le organizzazioni sindacali - spiega Antonio Pepe responsabile Cisl - si sono fatte carico di diffondere un volantino informando i turisti del problema. Il futuro - continua Pepe - che si prospetta non è roseo per gli scavi di Pompei e per l'indotto economico del territorio vesuviano, anche perché è ancora viva l'esperienza passata a Napoli, invasa dai rifiuti che causò un considerevole calo di turisti in tutta l'area vesuviana». I sindacati lanciano l'allarme ai Ministri per i Beni Culturali e all'Ambiente, alla Regione Campania, alla Provincia, alla città di Pompei e a tutti gli altri comuni del territorio. «Come lavoratori del sito archeologico più grande del mondo - dicono i dipendenti della Sanp - siamo chiamati dalle nostre coscienze ad aderire alla protesta. La presenza di una discarica e la prossima apertura di un'altra, all'interno del Parco Nazionale del Vesuvio, in un territorio dove sono presenti oltre agli scavi di Pompei altri importanti insediamenti archeologici quali il Museo di Boscoreale, gli scavi di Terzigno in località Cava Ranieri, gli Scavi di Oplonti, mettono in ginocchio l'economia locale e rischiano di compromettere lo sviluppo di questo territorio a chiara vocazione turistica». «Nel parco nazionale del Vesuvio - si legge nel documento sottoscritto dai lavoratori - una discarica, la Sari, appesta l'aria con i suoi putridi rifiuti e avvelena la vita delle popolazioni locali nonché degli addetti alla tutela dei siti archeologici». Gli stranieri, anche se costretti fuori dai cancelli dell'area archeologica per due ore, hanno appoggiato la protesta. «Chiederemo al nostro governo di scrivere una lettera al premier italiano - hanno detto un gruppo di studenti francesi - affinché si trovi una diversa soluzione». Intanto, oggi l'amministrazione cittadina ha indetto un consiglio comunale straordinario a sostegno dei sindaci di Terzigno, Boscoreale, Boscotrecase e Trecase.
Allarme turismo, a Pompei scavi chiusi per assemblea
I cancelli di Pompei sono stati aperti con due ore di ritardo ieri mattina. I visitatori sono stati costretti a aspettare per entrare in uno dei monumenti archeologici più ambiti dai turisti. La causa del ritardo non è una vertenza sindacale, ma la solidarietà del personale della soprintendenza di Napoli e Pompei che lotta contro l'apertura di una seconda discarica a Terzigno. I sindacati hanno distribuito volantini informando i turisti del problema e lanciano un allarme ai Ministri per i Beni Culturali e all'Ambiente, alla Regione Campania, alla Provincia, alla città di Pompei e a tutti gli altri comuni del territorio. I lavoratori del sito archeologico più grande del mondo si sono uniti alla protesta.
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