Approda in consiglio comunale il caso Gangalandi, l'edificio che potrebbe finire in mani tedesche Decisa una mobilitazione per evitare che l'antico immobile sia venduto Tutti d'accordo: bisogna fare qualcosa o sarà la fine. Approda finalmente in consiglio comunale il caso del mulino Gangalandi. Potrebbe diventare un museo. La proposta sta incontrando grosso favore. Il mulino Gangalandi è l'ultimo dei 104 mulini che nei secoli scorsi hanno costituito, insieme ai frantoi, il volano dell'economia locale e rischia di scomparire. Inascoltati fino ad ieri gli appelli e i gridi allarme lanciati quasi in solitario dalla Compagnia di Calci, sulla spinta di Ferruccio Bertolini e Sandro Ercolini insieme ai loro giovani collaboratori. Sono stati loro che con fatti anche concreti hanno dato una mano battendosi per fare ottenere qualche finanziamento arrivato da fuori. Adesso la famiglia di Angelo Chini, che è proprietario dell'immobile, non ce la fa più a tenere. Tra l'altro nel fabbricato sono custoditi preziosi strumenti della civiltà contandina e operaia dei tempi andati. Il problema si presenta complesso ma è balzato alla ribalta della cronaca dopo che si sono fatti avanti danarosi tedeschi i quali insistono per comprare. In questo modo verrebbe svilita la funzione del mulino quale testimonianza storica e polo turistico. "Calci nel cuore" ha riunito d'urgenza i propri scritti e la presidenza dando mandato al gruppo consiliare di intervenire senza esitazione. Paolo Lazzerini, Valter Mignani e Genny Degli Innocenti hanno messo a punto un progetto spronando sindaco e giunta comunale a mobilitarsi per salvare questo cimelio del lavoro e dell'arte molitoria. Nella interpellanza si coglie lo spirito e la filosofia di fondo che dovrebbe contraddistinguere una sacrosanta battaglia intanto focalizzando «le pessime condizioni e la minaccia di una cessione ad acquirenti esteri». Il molino presenta interessi culturali e architettonici unici nel loro genere ed è stato vincolato nel 1998 dal ministero per i beni e le attività culturali. All'interno delle strutture sono ancora oggi conservati numerosissimi oggetti di straordinario interesse storico come tutti gli attrezzi adoperati dai mugnai, da tutte le maestranze che operavano nell'opificio e attrezzi di uso comune in altre attività rurali oggi quasi scomparsi. C'è poi una rimessa che ospita i carri adibiti al trasporto dei prodotti da e verso il molino. Il tutto potrebbe essere utilizzato per realizzare un museo delle antiche attività.
CALCI. Tutti d'accordo: il mulino diventi museo
Il mulino Gangalandi, un'antica struttura storica e culturale, è in pericolo di essere venduto a un acquirente estero. La famiglia di Angelo Chini, proprietario dell'immobile, non può più mantenerlo. I tedeschi hanno espresso interesse per l'acquisto, ma la Comunità di Calci ha lanciato una mobilitazione per evitare la vendita. Il mulino è stato vincolato nel 1998 dal ministero per i beni e le attività culturali e contiene oggetti di straordinario interesse storico. La Comunità di Calci ha proposto un progetto per trasformare il mulino in un museo delle antiche attività.
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