PISA. Ben 104 residenti alle Piagge hanno fatto ricorso al Tar. Protestano contro il progetto di creare un collegamento ciclabile tra via Rainaldo e via Prinetti, che già conta duemila abitanti e che è una strada a fondo chiuso. In aggiunta alle lamentele legate al traffico e alle affatto improbabili difficoltà di parcheggio, i residenti contestano l'apertura della strada anche per ragioni economiche: «Abbiamo pagato a peso d'oro le case in una zona residenziale - dicono gli abitanti della zona - e con l'apertura della strada i valori di mercato delle abitazioni sarebbero svalutati». I lavori stradali in via Prinetti rientrano in un piano più ampio di edificazione del territorio, approvato dal Comune, ma bocciato dalla Sovrintendenza. Dovrebbero essere costruiti circa 10 appartementi in un'area di 5100 metri quadri su cui al momento spuntano arbusti selvaggi e flore spontanee. Se le case sorgeranno, il 65 per cento del terreno verrà ceduto in proprietà al Comune. A parte il presunto disagio, i lavori edilizi prevedono l'esproprio di un confinante spazio privato di 220 metri quadri appartenente all'istituto Lantieri: «Questa cementificazione non va a vantaggio dei residenti - osserva il direttore dell'istituto Nicola Gregorio -. I nostri spazi verdi vengono impoveriti». Vero che si tratta di quelle ormai quasi introvabili zone non ancora edificate, ma il problema ha a che fare soprattutto col rendere pubblica una strada che adesso è privata. «Con un intervento - sostiene invece Gabriele Berti, architetto del Comune - sarebbe ripiantata la vegetazione».
PISA. Alle Piagge 104 residenti contrari a un progetto edilizio. Ricorso al Tar: no al cemento
A Pisa, 104 residenti alle Piagge hanno presentato ricorso al Tar contro il progetto di creare un collegamento ciclabile tra via Rainaldo e via Prinetti. I residenti contestano il progetto per motivi di traffico, parcheggio e valori di mercato delle abitazioni. Il progetto è parte di un piano di edificazione del territorio approvato dal Comune, ma bocciato dalla Sovrintendenza. I lavori prevedono l'esproprio di un confinante spazio privato e la rimozione di arbusti selvaggi e flore spontanee. I residenti dell'istituto Lantieri sostengono che la cementificazione porterà a una perdita di spazi verdi. Il Comune sostiene che il progetto sarà ripiantato con la vegetazione.
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