Dopo un assalto squatter bisognava eliminare gli spray senza rovinare la pietra di Foresto Con Marco la stirpe dei Nicola di Aramengo, tra i restauratori più blasonati non solo dItalia, è giunta alla quinta generazione. Lui, 31 anni, una laurea in chimica, stamane a Dna Italia parlerà, nellambito del progetto Nanomat, dellintervento che finora gli ha dato più soddisfazione: la pulitura dei graffiti sul duomo di Torino. Non con bisturi e pennello, ma con il laser. Marco Nicola, si può dire, per rimanere in tema, che lei il restauro ce lha nel dna? «Sì, credo si possa dire. Però ho seguito una mia strada, nel senso che dopo gli studi ho creato grazie allincubatore delluniversità una mia società che si chiama Adamantio. La sede è in via Napione, nellex negozio dove mio nonno Guido da giovane per sbarcare il lunario faceva il barbiere, ma nel retrobottega restaurava le opere. Mi piace collaborare con mio padre e i miei zii, lho fatto anche nel caso del duomo, dove la pulitura vera e propria è toccata a loro. Però ci tengo allautonomia, anche nei confronti dei colleghi e dei clienti». Come è nato lintervento sul duomo? «Guardi, cera stato nellagosto del 2009 un assalto degli squatter, bisognava eliminare le vernici spray usate per le scritte nella parte inferiore della facciata. E questo senza rovinare la cosiddetta pietra di Foresto che la ricopre. Allora sono intervenuto con il laser, chiamato dalle soprintendenze e sotto la loro supervisione». Che cosa ha in più il laser rispetto ai mezzi tradizionali? «È proprio di questo che parlerò domani (oggi per chi legge ndr). Il laser offre il vantaggio di penetrare soltanto nella pietra scura e di riflettersi invece su quella chiara: agisce quindi soltanto dove è necessario e riduce leventuale margine di danno. Facendo uso del laser si evita inoltre limpiego della sabbiatrice, che ha getti potenti, e dei solventi. È una tecnica infine che accresce la conoscenza del manufatto, e permette di studiarne la reazione prima, durante e dopo lintervento». (m.p.)
TORINO - Lintervista: "Le mie nanotecnologie per salvare il Duomo"
Marco Nicola, 31 anni, è un restauratore specializzato nel restauro di opere d'arte con tecnica laser. Ha lavorato con la stirpe dei Nicola di Aramengo, tra i restauratori più blasonati d'Italia, e ha partecipato al progetto Nanomat. Ha parlato dell'intervento sulla pulitura dei graffiti sul duomo di Torino, che ha utilizzato il laser per eliminare le vernici spray senza rovinare la pietra di Foresto. Il laser offre il vantaggio di penetrare soltanto nella pietra scura e di riflettersi su quella chiara, riducendo il margine di danno e permettendo di studiare la reazione del manufatto prima, durante e dopo l'intervento.
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