I dubbi di Palazzo Vecchio sulla sanatoria per Prosperius Il Comune vuol vederci chiaro sul centro sanitario progettato da Bigazzi Il progetto riunisce istituto di analisi, riabilitazione e attività chirurgiche Nuovo Prosperius, la sanatoria torna per aria. La pratica del centro sanitario che il professor Mario Bigazzi progetta di inaugurare a San Domenico non è ancora chiusa: Palazzo Vecchio vuole vederci chiaro. Anzi, è lo stesso sindaco Matteo Renzi che vuole andare a fondo, visto che è anche lassessore allurbanistica. E se appena qualche giorno fa, lipotesi di una sanatoria per gli abusi commessi a San Domenico sembrava avvicinarsi, ora si allontana di nuovo. Nei progetti di Bigazzi, il Nuovo Prosperius da 13mila metri quadrati alle pendici di Fiesole dovrebbe riunire listituto danalisi di viale Belfiore, il centro di riabilitazione di via Masaccio e le attività chirurgiche di Villa Cherubini. Oltre allinchiesta della procura, che ha portato a mettere i sigilli al cantiere, sul progetto di San Domenico gravano del resto anche due abusi: uno relativo alla difforme organizzazione dei volumi interni e uno ai lavori sul terreno esterno. Irregolarità che, secondo gli uffici comunali, potrebbero essere risolti con una multa di alcune migliaia di euro, calcolata in base alle tabelle della legge regionale. Davvero finirà così uno degli interventi in collina più contestati? Il sindaco Renzi, che non ha ancora assegnato la responsabilità dellurbanistica (lo farà solo dopo ladozione del Piano strutturale prevista per il 25 ottobre), vuole rileggere le carte. Studiare bene la pratica, prima di chiuderla con una sanatoria e una multa di poche migliaia di euro. Del resto, è stato proprio il sindaco a stabilire che il primo criterio del Piano strutturale dovesse essere quello dei «volumi zero». Una tesi che ha come immediato corollario il rifiuto di ogni abuso edilizio. È anche questo il caso del Nuovo Prosperious? Gli abusi rilevati bel cantieri sono così gravi da rendere ingiustificata una sanatoria? O sono al contrario da giudicarsi lievi? I nodi da sciogliere per il sindaco-assessore sono questi. Ma il caso non finisce comunque con il sì o no alla sanatoria. Il progetto di una casa di riposo in una zona tanto delicata ottenne il via libera dal consiglio comunale nel luglio 2001, dopo una dura battaglia per salvare la collina. Da centro sociale, secondo gli ultimi progetti di Bigazzi, il Nuovo Prosperius avrà una destinazione sanitaria. E per questo motivo si rende necessaria una nuova convenzione con Palazzo Vecchio: ragione per cui il progetto del Nuovo Prosperius dovrà comunque tornare allesame del consiglio comunale. Il professor Mario Bigazzi ha sempre definito la nuova struttura «un gioiello sanitario e paesaggistico». Ma non così la pensano tutti i consiglieri della maggioranza comunale. Bigazzi ha incontrato i tecnici comunali dellurbanistica una decina di giorni fa, proprio per sollecitare la richiesta di sanatoria presentata allinizio di questanno. E per presentare tutti i documenti necessari allottenimento della sanatoria. Con i cantieri di San Domenico ancora sotto sequestro penale e con il processo che va avanti, la chiusura della pratica amministrativa sarebbe per il professor Bigazzi comunque un buon punto fermo. Il Nuovo Prosperius, un edifico a forma di grande «H», con le sue attività sociali e sanitarie, potrebbe apparire più vicino. I dubbi del sindaco Renzi riaprono però la partita: almeno per il momento. Nessuna decisione è ancora presa. Ma proprio per questo la sanatoria agognata dal professor Bigazzi appare oggi un po più lontana.
FIRENZE - Abusi edilizi, documenti passati al setaccio. La collina di S.Domenico
Il comune di Firenze ha messo in discussione la sanatoria per il progetto del Nuovo Prosperius, un centro sanitario progettato dal professor Mario Bigazzi. Il progetto, che prevede la costruzione di un edificio a forma di grande H con attività sociali e sanitarie, è stato oggetto di due abusi: uno relativo alla difforme organizzazione dei volumi interni e uno ai lavori sul terreno esterno. Il sindaco Matteo Renzi vuole rileggere le carte e studiare bene la pratica prima di chiuderla con una sanatoria e una multa di poche migliaia di euro. Il progetto ha già ottenuto il via libera dal consiglio comunale nel 2001, ma ora è necessaria una nuova convenzione con Palazzo Vecchio per la destinazione sanitaria.
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