Ferrara. «Ringrazio Dario Franceschini, ma respingo la sua proposta». Vittorio Sgarbi non ci sta. Aveva chiesto la disponibilità del Castello per la sua importante collezione d'arte. La Provincia ha risposto (motivando) «no» e il critico d'arte non intende assolutamente accettare la mediazione proposta dal capogruppo Pd alla Camera, amico di vecchia data. «Se la città non può fare un museo, ospiti almeno la mostra itinerante che la famiglia Sgarbi sta organizzando» l'idea di Franceschini, convinto che «come sempre una via di mezzo possa esserci». Non in questo caso, però, e non con Sgarbi. Anzi, con i fratelli Sgarbi, visto che anche Elisabetta, che ha seguito in prima persona l'iter messo in moto dalla richiesta, non nasconde quanto la vicenda l'abbia ferita: «E' una cosa che non mi sembra giusta e tutto ciò che è ingiusto mi crea disagio». Più sereno (è lui stesso a sostenerlo) il neo consulente del ministro Bondi, ma non per questo accetta le argomentazioni sostenute per respingere l'idea del museo. «La verità è che per loro il problema sono io. E allora le mie opere, fino a quando non avranno trovato una sede, andranno in mostra a Palermo, a Siena, a Padova e forse a Monza o a Mantova. Ma non a Ferrara».
Sgarbi duro: Ferrara, sei ingrata. Per ora i miei quadri puoi scordarteli
Il critico d'arte Vittorio Sgarbi ha respinto la proposta del ministro Dario Franceschini di ospitare la sua collezione d'arte al Castello di Ferrara. Sgarbi ha affermato che non intende accettare la mediazione proposta dal capogruppo Pd alla Camera, amico di vecchia data, e che la città non può fare un museo. Ha anche affermato che la vicenda l'abbia ferita e che le sue opere andranno in mostra a Palermo, a Siena, a Padova e forse a Monza o a Mantova. Sgarbi ha anche espresso il suo disagio per il fatto che il problema del museo sia considerato ingiusto. Il ministro Franceschini ha ringraziato Sgarbi, ma non ha accettato la sua proposta.
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