L'apertura gratuita per due giorni, a seguito di un'iniziativa del' Unione Europea e l'arrivo del cratere laconico del Pittore della Caccia, hanno consentito al museo di riempirsi di visitatori sabato e domenica scorsa. In due giorni 670 persone hanno ammirato il cratere rubato a Gela e che i Carabinieri hanno ritrovato in Svizzera e che adesso, dopo un breve giro per l'Italia, è tornato in mostra a Gela. Un dato che è eccezionale se si considera la scarsa media di visitatori di uno dei più interessanti musei siciliani. Quando va bene e cioè ci sono visite programmate di scolaresche si arriva a 200 visitatori al giorno. Normalmente si viaggia nell'ordine di qualche decina di visitatori paganti al botteghino del museo. Il cratere laconico un pò di curiosità l'ha suscitata. L'indomani della restituzione al museo, a Gela hanno fatto tappa due pullman di turisti inglesi in tour in Sicilia e tra il pubblico del fine settimana c'erano anche parecchi non gelesi. Il rilancio del museo passa anche attraverso una vera politica turistica del territorio, argomento su cui siamo all'anno zero. Gela ha un punto di forza che va valorizzato: l'unicità di parte del suo patrimonio. Sono uniche le arule di Bosco Littorio, lo è il cratere, lo sarà la nave greca quando verrà esposta al museo della navigazione. Ed a proposito del museo il direttore del parco archeologico e del museo di Gela arch. Salvatore Gueli ha verificato che il decreto di finanziamento dell'opera la cui ideazione risale al 2000 non è stato firmato dalla Regione perchè è in corso la revisione dei prezzi del progetto. Operazione ormai alle battute finali. Poi il decreto, il bando di gara ed i lavori. A conti fatti però, i legni della nave greca recuperati due anni fa torneranno restaurati dall'Inghilterra prima che sia pronto il nuovo museo. Come già i primi legni del relitto greco, tornati un anno fa, anche questi non saranno esposti subito. Nel frattempo il lavoro sui beni culturali non mancherà. C'è da dare forma e contenuto al neonato ( sulla carta) parco archeologico e di lì si potrebbe partire per una politica concertativa e di rilancio del patrimonio culturale. M.C.G. 29092010