Nuovo stadio, l'appello del sindaco: il progetto va condiviso con la città Potrebbe finire sotto la scure della Sovrintendenza il progetto del nuovo stadio, come accaduto per il Porta Elisa a Lucca? Interpellato in tv, davanti alle telecamere di Rete Versilia, l'architetto Gino Zavanella risponde così: «C'è una norma nazionale che tutela tutti gli edifici che abbiano più di cinquant'anni...». Scenario non da escludere, dunque. E se a far ombra al Porta Elisa ci sono le mura medievali, in Darsena ci sono i pini della Macchia lucchese. Il sindaco Lunardini, per ora, preferisce non pensare all'evenienza: «L'importante è avere le idee chiare sull'obiettivo: un nuovo stadio opportuno, necessario ed utile per la città. Tra i vari enti che verranno coinvolti ci saranno anche la Sovrintendenza e l'autorità di bacino che dovranno dire la loro. Sono fasi successive, importantissime, che verranno esaminate nel tempo. Ora è prematuro». Zavanella lo ripete a più riprese: «Si tratta di un progetto che nasce per patrimonializzare l'Esperia Viareggio e va condiviso con la città, tutte le forze politiche, il Parco, i commercianti. Qualsiasi grande opera è occasione di dialogo e di confronto. Pensare uno stadio solo per il calcio sarebbe assurdo: io dico sempre che lo stadio è l'agorà del duemila. Spero che questo progetto, insieme all'asse di penetrazione, vada a risolvere i problemi della Darsena». Insomma, conclude l'architetto torinese con abitazione proprio in Darsena, «quello del nuovo stadio è un progetto che deve sorgere dalle esigenze della città, non contro». E se la città decidesse di aver sì bisogno del nuovo impianto sportivo, ma non dove attualmente sorge il glorioso Stadio dei pini? «C'è chi ha detto facciamolo da un'altra parte - è il sindaco Lunardini a toccare questo tasto -. Io non escludo niente a priori, ma dico anche non buttiamo via il valore dello stadio dei Pini, bellissimo, di tanti anni fa, oggi desueto ed estremamente costoso». La società del presidente Dinelli, ricorda Lunardini, chiede di costruire «nello stesso luogo». Se questo significa «spazi commerciali, hotel, parcheggi - continua il sindaco - io dico vi sia un controllo attento su quello che viene fatto». Controllo che assicuri anche le altre società: «Non devono essere danneggiate, e penso per esempio alla Coppa Carnevale: guai a perderla». L'invito del sindaco è a «superare il pregiudizio e pensare ad uno stadio come ad una grande opportunità. Qualcuno è preoccupato per questo o quell'aspetto? Se ne discute via via». Ma il presidente del Parco, Giancarlo Lunardi, presente in trasmissione ha tracciato uno scenario impregnato di realismo: «Il carico urbanistico della zona, al confine con la Macchia lucchese, non potrà che aumentare. Questo è uno scenario innegabile». Con il quale Viareggio dovrà, volente o nolente, fare i conti. D.F.
VIAREGGIO. NUOVO STADIO. Tra gli enti chiamati ad esprimersi c'è la Sovrintendenza
Il sindaco di Viareggio, Lunardini, ha chiesto di condividere il progetto del nuovo stadio con la città, per evitare che venga sovrinteso dalla Sovrintendenza. L'architetto Gino Zavanella ha sottolineato che il progetto è nato per patrimonializzare l'Esperia Viareggio e va condiviso con la città. Il nuovo stadio dovrebbe essere un'opportunità per la città, non contro lo stadio dei pini, che è bellissimo ma desueto e costoso. Il presidente del Parco, Giancarlo Lunardi, ha espresso preoccupazioni per il carico urbanistico della zona, che potrebbe aumentare con il nuovo stadio.
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