Frazionamenti solo nell'interno delle case L'amministrazione Buratti ridimensiona la presa di posizione della Soprintendenza e tenta di spegnere le ventate polemiche che, nelle ultime settimane, hanno spirato forti da Roma Imperiale in direzione di piazza Dante, soprattutto a causa dei cosiddetti frazionamenti previsti dal Piano integrato di intervento. «Non c'è stato alcun'niet' della Soprintendenza sul nostro Piano prima casa - spiega il sindaco - ma semplicemente un invito rivolto all'amministrazione comunale, a cui spetta di decidere sulle osservazioni dei cittadini e degli enti. Fin dall'inizio del mandato abbiamo improntato il nostro operato sul confronto e sul dialogo con i cittadini e con gli enti. Ne è conferma l'accoglimento delle osservazioni di Regione e Provincia sugli stravolgimenti proposti nel Piano Strutturale e nel Regolamento Urbanistico dall'Amministrazione Bertola». A chiarire ulteriormente le affermazioni del sindaco interviene anche l'assessore all'urbanistica, Michele Molino: «La richiesta della Soprintendenza si affianca al lavoro che l'amministrazione comunale ha già avviato riguardo all'area di Roma Imperiale nell'ambito del Piano Prima casa, anche alla luce delle osservazioni presentate dai cittadini. La creazione di una sola unità abitativa aggiunta, prevista nel Piano Prima Casa è innanzitutto riservata a chi è residente fin dal febbraio 1999 a Forte e possiede solo quell'unica abitazione, che peraltro non sarà vendibile per almeno vent'anni, probabilmente prorogabili a trenta. Inoltre, proprio per maggiore tutela, stiamo vagliando la possibilità di escludere tutte le resede, i giardini e le facciate degli edifici che si trovano nella zona di territorio denominata invariante, ossia la fascia della costa e la stessa Roma Imperiale. Questo potrebbe significare - prosegue Molino - che un eventuale intervento per ricavare l'unità abitativa sarebbe solo ed esclusivamente una riorganizzazione interna, senza andare quindi a modificare in alcun modo, quel patrimonio di "città-giardino" fatto di ville unifamiliari, e delle quali, contrariamente a quanto pensa il centrodestra, abbiamo la massima considerazione. Con questo Piano abbiamo cercato, altresì, di andare incontro alle tante richieste pervenuteci in questi tre anni dai cittadini e che mai sono state ascoltate dalla precedente Amministrazione in dieci anni. Una posizione che difendiamo, presa unicamente nell'interesse della cittadinanza, e che, senza dubbio, terrà conto del paesaggio di grande bellezza di Roma Imperiale e della costa e di tutte le proposte costruttive arrivate con le osservazioni, anziché delle sterili polemiche dell'opposizione". Un intento - continua Molino - «che rivendichiamo con forza, anche alla luce del patrimonio di interventi lasciatoci dalla precedente giunta che rammento spazia dall'hotel Adams, ai due piani sotterranei previsti per l'ex ristorante La Greppia in via Duca D'Aosta, dal centro commerciale sulla via Vico, all'Utoe 17».
FORTE. Comune al lavoro per rispondere ai dubbi della Soprintendenza
L'amministrazione Buratti ha ridimensionato la presa di posizione della Soprintendenza per la protezione del patrimonio storico-artistico di Roma Imperiale. Il sindaco Buratti ha spiegato che la Soprintendenza non aveva espresso alcuna osservazione sul Piano Prima Casa, ma solo un invito all'amministrazione comunale a decidere sulle osservazioni dei cittadini e degli enti. L'amministrazione ha già avviato un lavoro per l'area di Roma Imperiale e ha accogliuto le osservazioni della Regione e della Provincia.
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