Il Mediterraneo impressionista e il porto di Genova in opere mai esposte qui. E poi il fascino dellAfrica o dellAntartide, e la lezione della Storia in Piazza. Oltre 200 giorni sempre "impegnati" a Palazzo Nel programma 2011 della Fondazione per la Cultura il consolidamento di una ricetta vincente: coinvolgere tutti i soggetti. E puntare alto Il Mediterraneo, in primo luogo, perché è qui che si affaccia il porto di Genova, luogo simbolo del Risorgimento e suggestione pittorica (Kokoschka o Turner per tutti). Mediterraneo con la sua luce riflessa in Van Gogh o Monet, ma anche come luogo di partenza verso unAfrica che non può che essere affascinante con le sue arti spesso dimenticate o poco note; e da qui ancora più lontano, verso il freddo dellAntartico. Ma cè molto di più in un anno intero - e anche un po di più - di programma della Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale. Che ieri, alla presentazione della stagione, riesce a raccogliere nel salone del Maggior Consiglio più di 400 persine, tutte le donne e gli uomini che fanno cultura e intorno alla cultura vivono, a Genova. E qui sta la chiave del successo, perché 200 giornate e più di calendario impegnato in un anno non si possono definire altro che un successo. Il segno che cè una città viva. «Mi piace dire che questo, che il Ducale non è il salotto buono, è il luogo delle discussioni, dei confronti, dei modelli educativi» dice Luca Borzani, presidente della Fondazione. E Andrea Ranieri, assessore alla cultura: «Non riuscivo ad entrate qui nel Salone, laltra sera, era stipato da gente, tantissimi giovani, che volevano ascoltare il priore di Bose Enzo Bianchi. La Fondazione funziona, mette insieme mondi diversi, realizza le intenzioni che avevamo. Genova ha un sistema di musei e teatri unico, il modello che funziona è quello di mettere tutto in rete, in collaborazione con i privati, gli sponsor». Perché i soldi, quelli, restano confermati - poco più di due milioni di euro di finanziamento pubblico, altrettanti da introito di mostre ed eventi e da sponsor istituzionali come le Fondazioni Carige e San Paolo, Costa e Iren, ma anche altri - e leco del Ducale, di questa fabbrica di cultura che crea anche business e movimento, oltre che interesse, comincia ad andare per la sua strada ben fuori da Genova. «perché non solo facciamo tutto quello che cè scritto nel libretto del programma, ma sempre qualcosa in più» sorride Borzani sfogliando la pubblicazione del 2010-2011. Mediterraneo, nel solco della Biennale che, come ricorda Ranieri, è allanno zero; lUnità dItalia, il nuovo, forte impulso dato alle giornate della Storia in piazza, questa volta dedicata alla guerra, a come ci si entra e ci si esce; e ancora, la città che si trasforma, di pari passo con la discussione sul nuovo Prg. Ne discuteranno gli urbanisti, ma anche i cittadini. «Da inizio 2011 la rinnovata loggia di Banchi ospiterà un Urban Lab 2 per lurbanistica futura della città - annuncia Marta Vincenzi - sarà capace di accogliere, mostrando la Genova del futuro ai turisti, e di ascoltare, recependo le idee dei cittadini. Lobiettivo sarà iniziare la terza fase urbanistica di Genova per dare il via ai progetti discussi in questi anni». Cioè quella città portuale e sostenibile che dovrà essere il capoluogo ligure del terzo millennio, con la Loggia di banchi braccio esecutivo in terraferma dellUrban Lab galleggiante. E intanto, ricorda Borzani, si studiano nuove partnership: anche con altri soggetti culturali, per far viaggiare le mostre, per ridurre i costi degli eventi. Senza rinunciare a niente, anzi concedendosi il lusso di nuovi nomi, nuove suggestioni.
LIGURIA - Mostre, incontri, eventi. E la città
La Fondazione per la Cultura del Palazzo Ducale di Genova ha presentato il programma 2011, che prevede oltre 200 giorni di attività culturali. Il programma include mostre, eventi e conferenze, con un focus sul Mediterraneo, lAfrica e lAntartide. Il porto di Genova è un luogo simbolo del Risorgimento e una suggestione pittorica. La Fondazione cerca di coinvolgere tutti i soggetti e di creare un'atmosfera di discussione e confronto. Il presidente della Fondazione, Luca Borzani, afferma che il Ducale non è solo un luogo di cultura, ma anche un luogo di discussioni e confronti. L'assessore alla cultura, Andrea Ranieri, afferma che la Fondazione funziona bene e mette insieme mondi diversi.
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