Il parere dei revisori dei conti e le cifre del bilancio preventivo 2010. Simoni: ecco tutto il nostro lavoro «L'apporto contributivo degli enti è fondamentale per garantire la continuità aziendale della Fondazione Festival pucciniano. E pertanto si suggerisce, anche nell'ottica del rispetto del bilancio preventivo, un costante e attento monitoraggio dei flussi relativi». Lo scrivono i revisori dei conti (Giovanni De Luca, Francesco Martelli, Alessandro Pucci) della Fondazione presieduta da Massimiliano Simoni nella relazione allegata al bilancio d'esercizio chiuso al 31 dicembre 2009 e approvato nel luglio di quest'anno. Una cifra, quella dell'entrata da contributi di enti pubblici che nel bilancio preventivo 2010 è così quantificata: 700mila euro dal Comune, 51.500 dalla Provincia, 200mila dalla Regione e 600mila euro dal ministero dei beni e attività culturali. A fronte di un totale costi che nel preventivo per l'anno successivo ammonta a 6 milioni e 877.300 euro. Ed un incasso da botteghino ipotizzato in 1 milione e 800mila euro. E nel quadro di una progressiva diminuzione della cifra: nel 2008 (anno delle celebrazioni pucciniane) infatti, alla voce contributi di enti pubblici troviamo 4 milioni e 542.548, che diventano 2 milioni e 959.233 l'anno successivo. In un quadro simile, la Fondazione non può certo stare con le mani in mano. Lo racconta il presidente Simoni nella relazione allegata al bilancio 2009, primo anno di presidenza tutta nelle sue mani. «Significativo, per comprendere il volume delle attività - scrive Simoni - è il dato del numero complessivo delle giornate lavorate. Che nel 2009 è stato di 23mila». Le attività in Italia e all'estero - sottolinea Simoni - «rappresentano una risorsa economica degna di rilievo nelle entrate della Fondazione, incidendo in maniera significativa sulla promozione del marchio e dei cartelloni. Sono stati oltre 100 i tour operator che hanno collaborato con la Fondazione nel 2009». Un'attività che «produce più di un terzo degli incassi del botteghino». Simoni - oggi stretto nella morsa della politica nazionale e dello scontro Fini-Berlusconi - racconta il suo "anno d'oro". Poi mette l'accento, come va facendo dal suo arrivo, sull'importo dei mutui accesi con le banche la cui "fetta" maggiore è costituita dall'acquisto del teatro: 9 milioni e 853.728 euro fino a 5 anni, 6 milioni e 878.524 euro oltre i cinque anni.