Dopo lordine di fermarsi, a luglio il ritorno degli operai Dopo una battaglia legale durata anni, con la vittoria al Tar e la sconfitta al Consiglio di Stato, il comitato di via Arnoldi e via di Soffiano non si rassegna di fronte alla ripresa dei lavori di costruzione di un edificio «di inusitate proporzioni rispetto agli indici di zona» sulle pendici della collina di Bellosguardo, oltre quello che per 59 anni è stato il confine del Parco storico della collina, sottoposto a tutela dal 1951. Anche in via Arnoldi si replica il binomio fra il progettista Riccardo Bartoloni, ex Quadra, e limpresa Giudici Costruzioni, che sul suo sito reclamizza il «moderno complesso residenziale perfettamente inserito nel panorama circostante alle pendici della collina di Bellosguardo». Il progetto era stato approvato nel 2003 dal Consiglio Comunale nellambito del piano «Venticinquemila alloggi in affitto». I lavori erano stati avviati nel 2006 e gli abitanti avevano bloccato la strada privata che portava al cantiere. Poi il ricorso al Tar, vinto a fine 2006 «in nome dei valori costituzionali di tutela del paesaggio». Tre anni dopo, invece, il Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza e ha dato il via libera ai lavori, che sono ripresi nel luglio scorso e sono andati avanti celermente - denuncia il Comitato - anche dopo il ritrovamento di resti archeologici di epoca probabilmente romana, laltolà della Soprintendenza archeologica e la comunicazione di sospensione lavori del primo settembre. Giudici Costruzioni annuncia che sorgeranno 25 unità immobiliari. Il Comitato si chiede «come sia possibile edificare lotti di terreno sprovvisti di viabilità daccesso, senza fisico collegamento alla rete infrastrutturale urbana». Si chiede anche come la Soprintendenza ai beni architettonici e ambientali abbia potuto autorizzare questo intervento che - accusa - «creerà un precedente favorevole per lassalto anche delle colline vincolate». (f.s.)