E gli studenti del liceo Fermi hanno realizzato un sito per promuovere il museo archeologico, chiuso dal 94 Mentre i bambini della Imbriani lanciano la guida a fumetti sulla cattedrale Presentati i risultati del progetto regionale: 51 scuole pugliesi hanno adottato i beni culturali da conoscere e salvaguardare Almeno sul web il museo archeologico provinciale di Bari ha riaperto alla città. A compiere il prodigio i ragazzi del liceo scientifico Fermi che, in rete con altre scuole del capoluogo, hanno adottato larea archeologica di San Pietro e il complesso monumentale di Santa Scolastica, sede, prima o poi, del museo archeologico, chiuso ai visitatori dal 1994. Basta digitare lindirizzo www. museovirtuale. altervista. org, per capire di che si tratta: «Le complesse vicende burocratiche ed amministrative - scrivono gli studenti - legate alla proprietà e alla gestione del monumento lasciano ragionevolmente supporre che il museo non sarà restituito alla città in tempi brevi: è per questo che abbiamo deciso di prendercene cura, impegnandoci a conoscerne la storia e ad esporre, sia pur solo virtualmente, i preziosi reperti ora inaccessibili ai visitatori». Si tratta di soltanto uno dei cinquantuno progetti di adozione culturale dei tesori disseminati sul territorio, messi a segno attraverso liniziativa "Un monumento per amico", presentata ieri al castello di Bari e realizzata dalla direzione per i Beni culturali della Puglia con la complicità dellUfficio scolastico regionale e il sostegno dellassessorato ai Beni culturali. Unavventura che, per protagonisti bambini e ragazzi delle scuole baresi e pugliesi di ogni ordine e grado, nel corso del precedente anno scolastico, è ora raccontata fra le pagine di un volume edito da Adda e curato da Maria Anselmi, Emilia Simone e Maria Veronico. È sfogliandolo che, per esempio, si può scoprire come un gruppo di alunni della media Imbriani abbia adottato la cattedrale di san Sabino e il suo succorpo, realizzando una sorta di guida turistica autoprodotta e disegnata a fumetti. Ladozione, dunque, intesa nei termini di pratica formativa, dietro le quinte la supervisione dei docenti, perché le più giovani generazioni attraverso la conoscenza possano porsi il problema del prendersi cura del proprio territorio. È grazie a "Un monumento per amico", per citare un altro caso esemplare, che i ragazzi della scuola media Padre Pio di Altamura hanno scoperto, realizzando poi anche un cortometraggio a tema, lesistenza nella loro città del Mercadante, un teatro ottocentesco chiuso da ventanni ormai. A Bari, ancora, fra i luoghi adottati dagli studenti il castello normanno svevo e, fra i meno noti, lipogeo dei Romiti, a Carbonara, e la necropoli peuceta dimenticata nellarea dellistituto Calamandrei. «La sfida è ambiziosa» dice Angela Barbanente, assessore regionale ai Beni culturali: «Rompere il muro di indifferenza che ci porta a ignorare, nei nostri ambienti di vita quotidiana, per incoscienza o negligenza, un patrimonio culturale di straordinario valore tuttora esposto al rischio di essere distrutto o danneggiato». Unesperienza quella di "Un monumento per amico" che, ha assicurato ieri lassessore, fondi permettendo è destinata a essere replicata anche per il 2011.