ROMA - Franco Bonanini usa le parole con la parsimonia di chi vive in un paese in cui le risorse sono contate. Quando i giornalisti gli chiedevano le ragioni della rinascita delle Cinque Terre, una zona che sembrava condannata al degrado e allabbandono ed è diventata un esempio inserito nei manuali dei parchi, si limitava a dire: «Venite a vedere». Ed effettivamente è difficile rendersi conto della rivoluzione ecologica che ha cambiato il volto di questangolo di Liguria senza ammirare la pulizia paesaggistica delle case senza antenne, completamente cablate; dei centri storici pedonalizzati perché il trasporto pubblico è su rotaia e a basso impatto ambientale anche via mare; del sistema dei muretti a secco ricostruito pezzo per pezzo (assieme sono lunghi come la muraglia cinese) per tornare a produrre i vini della tradizione e difendersi dalle frane. Le indagini stabiliranno se dietro il miracolo del parco delle Cinque Terre, creato e presieduto da Franco Bonanini, ci sono abusi di ufficio e fondi distratti dalla loro destinazione; diranno se, proprio mentre era impegnato a combattere la malattia che lo ha costretto a un trapianto di fegato da cui era convinto di non uscire vivo, aveva avuto il tempo e la voglia di organizzare una truffa ai danni dello Stato. Per il momento la sua reputazione non sembra scossa. Nelle ore successive alla spettacolare operazione che ha fatto scattare otto arresti allalba, come in un blitz contro i Casalesi, sono piovuti attestati di stima che vanno dal ministro dellAmbiente alle associazioni ambientaliste, dai presidenti dei parchi ai politici liguri di entrambi gli schieramenti. È un riconoscimento unanime del ruolo svolto da Bonanini nel trasformare unarea depressa in un punto di forza della green economy ligure, con due milioni e mezzo di visitatori che ogni anno si mettono in fila per visitare il parco che ha fatto scuola. Certo, Bonanini non è il classico funzionario pubblico: è uno che ha sempre preso a spallate le difficoltà per farsi strada. Negli anni Ottanta come presidente della Cooperative delle Cinque Terre ha inventato il mercato per la rinascita ambientale dellarea. Poi ci sono stati due mandati da sindaco di Riomaggiore, con maggioranza bulgara. Nel 1997 per le Cinque Terre arriva lo status di bene protetto dallUnesco e due anni dopo diventa presidente del parco appena nato. Poi viene eletto europarlamentare nelle liste del Pd. È per questa determinazione e per la carica carismatica che alle Cinque Terre lo chiamano il «faraone». Molti con affetto. A qualcuno dava fastidio.