-------------------------------------------------------------------------------- Turisti sotto scorta lungo i percorsi ad alto rischio scippi, rapine e atti di vandalismo: il piano messo a punto dal prefetto Renato Profili con l'assessore comunale Nicola Oddati, che prevede il potenziamento della sorveglianza su cinque itinerari (stazione centrale-centro direzionale, piazza Municipio-Decumani, via Partenope-Posillipo, San Martino-Vomero, Capodimonte-Capodichino), promette sicurezza a chi visita la nostra città. Resta però da risolvere un piccolo problema. Mentre gli uomini in divisa fanno la guardia ai visitatori, chi tutela il nostro tesoro d'arte, cultura e storia? I carabinieri sono riusciti a recuperare l'«Ecce homo», busto in terracotta del '700 rubato a metà agosto in un'edicola votiva di via Costantinopoli. Ma nelle mani di mercanti senza scrupoli ci sono ancora molte opere di pregio, e molte altre rischiano di fare la stessa fine. Sulla base di queste considerazioni la Soprintendenza ha deciso di rispolverare un vecchio progetto - condiviso, approvato e mai finanziato - per la salvaguardia dei monumenti più indifesi: i luoghi di culto. La sorveglianza di 500 siti cittadini e altri 400 disseminati in diverse località della provincia (per il 60 per cento chiusi al pubblico o aperti solo in circostanze eccezionali) sarebbe affidata a una squadra di trenta volontari formati per la conservazione dei beni culturali. Un gruppo di archivisti si occuperebbe, poi, di catalogare su cd-rom tutto ciò che si trova nelle chiese e nelle cappelle private, dai capolavori fino al più insignificante degli arredi. Sulla carta il ragionamento fila liscio. Vigilanza assidua e schedatura a tappeto, quale ricetta migliore per «blindare» i nostri tesori dimenticati? La linea di confine tra ipotesi e realtà aspetta solo di essere riempita con 500mila euro. Una cifra non modesta, ma nemmeno esorbitante, che si spera di recuperare accedendo ai fondi dei piani sicurezza sostenuti dal ministero dell'Interno. Seguendo questo stesso percorso, la Regione ha potuto destinare tre milioni di euro alle attività di recupero per i minori a rischio: e chissà che non si riesca a fotocopiare l'operazione ritagliandola su misura per le opere d'arte. Il progetto porta la firma della Vo.B.C.As., associazione di volontariato attiva dal '97 nel settore dei beni culturali, forte di una lunga esperienza nei luoghi di culto e nelle biblioteche ecclesiastiche. «La nostra proposta - spiega il segretario organizzativo Renato Petra - fu trasmessa due anni fa alle soprintendenze, agli enti locali e ai carabinieri del nucleo tutela. Il comando centrale dell'Arma espresse parere positivo e consigliò alle istituzioni competenti per territorio di prenderla seriamente in considerazione. Finora non c'è stata la possibilità di accedere a un finanziamento, ma adesso pare si possa finalmente spalancare qualche porta». Tant'è che la Soprintendenza ha convocato i responsabili dell'associazione per ridiscutere la questione: l'incontro dovrebbe tenersi tra martedì e mercoledì. Se il progetto (come si spera) dovesse andare in porto, le chiese napoletane avrebbero subito a disposizione un piccolo esercito di «angeli custodi»: sorveglianza assidua ma discreta, in collegamento costante via cellulare con le centrali operative della polizia e dei carabinieri, con un sistema di ronde a scacchiera. «Nell'impossibilità di mettere in campo un guardiano per ogni sito, perché ci vorrebbero quasi mille persone - continua Petra - abbiamo previsto che le squadre si spostino in continuazione da un luogo di culto all'altro, seguendo un programma che, naturalmente, dovrebbe essere top secret». Meno immediati gli effetti del lavoro di schedatura su cd-rom, che si prevede di completare in tre anni: uno strumento utilissimo per interrompere i canali della ricettazione e mettere un freno alle imprese dei predoni d'arte.