Anche il tiro al bersaglio tra i passatempi preferiti dai vandali, che non si limitano a prendere di mira i bus ma persino le chiese, nella loro smania di distruggere: infrante le vetrate di una delle cappelle della parrocchia di San Giovanni a Carbonara, settecento anni di storia, complesso artisticoarchitettonico tra i più importanti della città, il monumento dov'è custodito - tra l'altro - il «Cristo» del Vasari. A entrare in azione sarebbe stata una «baby gang» di ragazzini tra gli otto e i dieci anni, la stessa che imperversa da tempo nella zona dando fastidio ai passanti e ai visitatori dell'attiguo «parco di re Ladislao» (giardinetti pubblici un tempo parte integrante del complesso agostiniano). L'unico polmone di verde nel territorio tra via Foria e Porta Capuana. Ma anziani e mamme con bambini sono sempre più infastiditi da gruppi di ragazzini «che potrebbero frequentare al massimo una quinta elementare, se andassero a scuola»: sporcizia, lanci di pietre, linguaggio scurrile e persino «atti osceni», a detta degli abitanti. Ed è proprio dai giardinetti di re Ladislao che sono state lanciate le pietre che hanno distrutto le vetrate della cappella dei Caracciolo del Sole. I bambini, certo, non sapevano di colpire un tesoro - dall'esterno la cupola potrebbe sembrare quella di una chiesa abbandonata - un episodio che, oltre all'ignoranza, denota anche l'assoluta mancanza di vigilanza da parte delle famiglie che «lasciano i figli allo sbaraglio». È vero che la vitalità dei giovani dovrebbe essere incanalata in attività positive, in un progetto, per non divenire distruttiva o trasformarsi in autolesionismo e che nel quartiere mancano opportunità di fare musica o sport entrando così a far parte di un «gruppo» costruttivo. Ma dal lancio di pietre - in via San Giovanni a Carbonara, nei giorni scorsi, uno dei tre assalti al City Sightseeing - alle scorrerie in motorino armati di coltelli, il passo è breve (con l'ordinanza di divieto il prefetto Profili voleva anche scuotere le coscienze: un richiamo per le famiglie, per la scuola, per tutti gli adulti che hanno delle responsabilità). Un'altra ferita per il complesso - il parroco è don Ciro Riccardi - che custodisce un pezzo importante (dal 1343) della nostra storia e che porta ancora i segni dei bombardamenti del 4 agosto 1943. I monumenti funerari che lo caratterizzano e le altre preziose opere d'arte furono salvate solo grazie alla lungimiranza dei frati ma dopo cinquant'anni il restauro ancora non è completato nonostante l'impegno delle Sovrintendenze. I fondi sembrano non bastare mai (ma è vero anche che, se non utilizzati in tempo, si perdono). In ritardo, in particolare, l'avvio dei lavori per la «cappella Di Somma» e quelli per la «cappella del Seripando» (appartenente all'antichissima Congregazione di spirito di Maria Santissima del Buon Consiglio), da anni off limits per una caduta di calcinacci - causata da infiltrazioni - che appare tuttora inarrestabile. La cappella del Seripando compare su tutte le guide turistiche anche come «cappella del Crocifisso» perchè é ad essa che appartiene la famosa Crocefissione del Vasari (più volte ammirata anche da Sgarbi): l'opera, fatta restaurare dalla sovrintendenza guidata dall'architetto Guglielmo perchè stava per essere rovinata dai tarli (direttore dei lavori architetto Middione), il 19 febbraio di quest'anno fu restituita al complesso di San Giovanni a Carbonara ma installata «provvisoriamente» nella navata centrale in attesa di essere riportata nella sua casa, che è appunto la cappella del Seripando, non in grado di accogliere decorosamente il dipinto. S'era in attesa dei fondi, la Soprintendenza promise un pronto avvio dei lavori (ingegnere Lombardi) ma finora non s'è mossa una foglia. E il degrado della cappella del Seripando, intanto, s'aggrava. Quando potrà tornare il «Cristo» nella sua casa?
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A Carbonara, una baby gang di ragazzini di età compresa tra 8 e 10 anni ha distrutto le vetrate di una cappella del XVII secolo, facendo danni a un tesoro artistico. I bambini, che frequentano il parco di re Ladislao, hanno lanciato pietre contro la cappella dei Caracciolo del Sole, danneggiando vetrate e un dipinto del Vasari. La vicenda è stata denunciata dalla parrocchia e dalle autorità locali. La cappella del Seripando, che ospita il Cristo del Vasari, è stata chiusa per lavori di restauro per anni, a causa di infiltrazioni di calcinacci. La Soprintendenza ha promesso di avviare i lavori, ma non si è ancora mosso.
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