Peggio hanno fatto soltanto Molise, Basilicata, Calabria e Sardegna I musei umbri hanno perso il 17,18 di visitatori e il 13,39 di incassi PERUGIA - A vedere la gente che pazientemente attendeva in lunghe file il suo turno per visitare, a Roma, la mostra di Caravaggio alle Scuderie del Quirinale (oltre ogni previsione, si sono registrate 5.000 presenze in media al giorno, per un totale di oltre mezzo milione di visitatori) o la mostra di Hopper in via del Corso o quella di de Chirico al Palazzo delle Esposizioni, si allarga il cuore. Il pensiero corre anche alle casse delle biglietterie, dei book shop, di ristoranti, alberghi, taxi, treni, aerei... Lo stesso sentimento di soddisfazione si prova per il successo della Notte dei musei che ha invogliato migliaia di persone in Italia a varcare, seppure gratuitamente, la soglia di pinacoteche e palazzi di prestigio. Cosa che noi italiani non facciamo spesso e i turisti, italiani e stranieri, sono sempre più merce rara per le nostre meraviglie: antiche, moderne e contemporanee. Certo, la crisi ha aggravato anche questo settore, non trattandosi oltretutto di consumi di prima necessità, con conseguenze negative pure nell'indotto, specialmente in Umbria. Una terra quanto mai ricca di eccellenze paesaggistiche, architettoniche e artistiche come ci ha mostrato tempo fa la televisione di stato che ha mandato in onda un poliziesco ambientato mirabilmente a Perugia: uno scenario mozzafiato, strepitoso, tanto da sembrare finto, in grado di emozionare i turisti più compassati. Tornando ai nostri musei e visitatori calanti, vale la pena guardare da vicino la situazione, partendo dal principio che occorre conoscere attentamente per intervenire. In febbraio -come puntualmente riportammo su queste colonne- vennero diffusi dal Ministero dei Beni Culturali dati sommari del 2009 (da novembre 2008 a novembre 2009) sui visitatori dei musei, monumenti ed aree archeologiche in Italia (solo quelli di competenza statale) che rivelavano un calo del 2,7 negli ingressi e del 7,19 negli incassi, dati riscattati da quelli relativi alle festività a cavallo fra dicembre e gennaio che invece facevano segnare un ottimo 7,41 , ma occorre dire che la performance era riferita ai soli 30 siti maggiori italiani (fra cui il Colosseo che da solo fa più di quattro milioni di visitatori all'anno). Il dato desolante era quello dell'Umbria che indicava un -17, 18 di visitatori. Cifra ora in parte ridimensionata nella versione definitiva e disaggregata, ma comunque da valutare attentamente per studiare misure atte ad arginare ed anzi invertire la tendenza. Va anche verificato se il fenomeno ha riguardato i soli musei statali od anche, e in che misura, quelli delle istituzioni locali e di fondazioni e istituzioni private. Solo allora potremo avere un quadro complessivo della situazione. Mentre i numeri riferiti alle strutture statali sono disponibili e li commenteremo in successivi servizi, per quelli delle strutture che fanno capo a Regione, Province e Comuni dovremo attendere che la Regione ne abbia completato la raccolta e l'elaborazione poiché sembra che affluiscano dalla periferia con ritardi e difficoltà. Partiamo dal dato complessivo dell'Umbria che, come accennato, da una prima versione di -17,18 di visitatori e -13,39 di incassi (dati che ci collocavano agli ultimi posti della classifica italiana), in quella definitiva segna un -13,38 di visitatori e -8,43 di introiti netti (in ogni caso l'ammontare ha superato di poco i 290.000 euro), dati sempre molto severi per la nostra regione se confrontati, rispettivamente, col -2,33 (77.000 in valore assoluto) e col -6,33 della media nazionale, avendo fatto peggio di noi solo l'Abruzzo (ma c'è stato il terremoto), il Molise, la Basilicata, la Calabria e la Sardegna. Se l'Umbria non ride, a confronto con le altre regioni, l'Italia (dove c'è la più alta percentuale di beni culturali) a livello internazionale deve piangere davvero. Secondo la classifica internazionale dei visitatori dei musei nel 2009 pubblicata da The Art Newspaper alcune settimane fa, il numero uno dei nostri musei, gli Uffizi ovviamente, è solo al 21 posto nella classifica mondiale con 1,53 milioni di visitatori. Nulla a confronto con il primo della classe, il Louvre, che ha ricevuto visite l'anno passato da ben 8,50 milioni di persone. La classifica riporta anche i budget e il personale di ogni struttura dal che si conferma che il bel paese non investe per nulla a sufficienza per valorizzare i suoi beni culturali e, conseguentemente, per trarne anche beneficio. Ma andiamo dunque ad analizzare nel particolare questa nostra precaria situazione con l'aiuto dei dati del Ministero per i Beni Culturali. Intanto, vediamo quali e quanti sono gli istituti - così vengono burocraticamente denominati - rilevati. Sono 11 in tutto, 8 a Perugia e 3 a Temi; uno soltanto è a ingresso gratuito ed è in Provincia di Perugia. Questo l'elenco: Tempietto del Clitunno di Campelo sul Clitunno, Teatro Romano di Gubbio (l'unico a ingresso gratuito), Palazzo Ducale di Gubbio, Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia, Ipoegeo dei Volumni e Necropoli del palazzone di Perugia, Museo Archeologico Nazionale di Perugia, Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto, Museo Nazionale del Ducato di Spoleto, Museo Archeologico nazionale di Orvieto, Necropoli Etrusca Crocefisso del Tufo di Orvieto e Area Archeologica di Carsulae di Terni; infine, è rilevato anche il circuito Archeologico di Orvieto che comprende i due siti della città della Rupe. Nel 2009 hanno totalizzato complessivamente 222.554 presenze (25.797 a titolo gratuito), di queste 150.371 sono delle otto strutture perugine, 46.386 delle ternane. Hanno portato alle casse statali, come già visto, 290.956,25 euro (è disponibile solo il dato al lordo dell'aggio di biglietteria).
Umbria. La crisi si abbatte anche sull'arte
In Italia, i musei hanno subito un calo significativo di visitatori e incassi nel 2009. L'Umbria, in particolare, ha registrato un calo del 17,18% di visitatori e del 13,39% di incassi. Il dato è stato rilasciato dal Ministero dei Beni Culturali e si riferisce ai soli 30 siti maggiori italiani. L'Umbria è stata l'unica regione a superare la media nazionale, ma il dato è stato comunque molto severo. I musei umbri hanno totalizzato 222.554 presenze, di cui 150.371 a titolo gratuito, e hanno portato alle casse statali 290.956,25 euro.
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