Il fascino dellantico, pur in un mercato attraversato dalla crisi, resiste nei cuori e nei portafogli dei collezionisti più abbienti. E gli antiquari romani fanno finalmente la pace con i rivali di sempre: i colleghi fiorentini, forti della loro prestigiosa Biennale che lanno scorso ha tagliato il traguardo del mezzo secolo. Sincardina su queste premesse la settima edizione della Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma, dall1 al 10 ottobre a Palazzo Venezia: 70 espositori, una ventina dei quali romani, con una più ricca presenza di antiquari stranieri. «E innegabile che ci sia stata la crisi, ma per le opere di qualità non si è sentita: anzi, cè stato un incremento di valore», afferma Cesare Lampronti, presidente dellAssociazione Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma. «E questa Biennale aggiunge ha un sapore particolare, si sono infatti attenuate le tensioni tra romani e fiorentini: i colleghi toscani partecipano alla manifestazione e sono ben accolti». Fatto significativo è la conferma della sede di Palazzo Venezia, quartier generale della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio e per il Polo Museale romani guidata da Rossella Vodret. «Siamo stati accettati dalle istituzioni commenta Lampronti per il nostro ruolo culturale. E ci aspettiamo di proseguire una collaborazione proficua anche su un altro punto: in Italia, rispetto allEuropa, abbiamo leggi troppo restrittive sulla circolazione delle opere, il nostro mercato è penalizzante». Un tema, la necessità del libero mercato, emerso con forza anche al recente convegno organizzato nella sede romana della casa daste Dorotheum, leader nel mondo germanico. Il convegno ha messo in evidenza la fortuna che continuano ad avere i dipinti antichi. «La Biennale romana è unottima occasione per fare il punto: landamento delle aste mostra che i grandi maestri, come quelli bolognesi, si confermano vincenti anche sul mercato romano», spiega Maria Cristina Paoluzzi, direttrice di Dorotheum Roma. «Larte ha svolto in questi mesi il ruolo di bene rifugio. E i compratori sono anche giovani: imprenditori o professionisti che stanno mettendo in piedi le loro collezioni». A confermare lalternanza virtuosa tra Roma e Firenze (ogni inizio autunno lItalia può così offrire al mercato internazionale una sua manifestazione di rilievo) è Alessandra Di Castro, vicepresidente dellAssociazione Antiquari dItalia, quarta generazione di una delle più raffinate famiglie dellantiquariato romano. «Molti dei nostri associati dice - hanno chiesto di partecipare alla Biennale romana: questo porta senza dubbio maggiore qualità, ci sarà la parte migliore dellantiquariato italiano. Del resto la crisi economica ha molto scremato, lasciando sulla piazza i venditori più validi». La Di Castro esporrà col fratello Alberto: «puntiamo afferma - sulle caratteristiche del gusto romano: genialità e invenzione. Il nostro stand sarà molto eclettico: oggetti dal Rinascimento alla fine del '700, con storie molto speciali».
ROMA - Mobili antichi meglio della Borsa Niente crisi per gli antiquari romani
La settima edizione della Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma si svolgerà a Palazzo Venezia dal 1 al 10 ottobre. 70 espositori, tra cui 20 romani, parteciperanno alla manifestazione. La crisi economica ha penalizzato il mercato, ma la Biennale ha registrato un incremento di valore delle opere di qualità. I collezionisti più abbienti continuano a mostrare interesse per lantico, e gli antiquari romani hanno finalmente trovato la pace con i rivali fiorentini. La Biennale romana conferma la sede di Palazzo Venezia e si aspetta di proseguire una collaborazione proficua con le istituzioni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo