Al prestigioso Istituto dovrebbero arrivare tra i 50 e i 100mila euro. Limpegno di Cooplat, Quadrifoglio e Publiacqua Allarme senza fine per la Nazionale. Dal ministero dei Beni culturali i fondi per tenere aperta la Biblioteca anche il pomeriggio sono garantiti solo fino a marzo, mentre Bondi propone di coprire i buchi dorganico con gli ex dipendenti dellEti, chiuso a luglio. Per Enrico Rossi e Matteo Renzi i provvedimenti tampone del governo non sono sufficienti, mentre dalla Fondazione Kennedy Europea parte un appello internazionale (da oggi sul sito) per salvare la Nazionale. La direttrice: "Il ministero ci darà 50-100 mila euro poi dovrebbero arrivare altri fondi per garantire il servizio in futuro" Linvito dal governo: listituto ha oltre cinque milioni e mezzo di denari non utilizzati Inizi da quelli Tante istituzioni culturali toscane sono state rese autonome e poi abbandonate a se stesse. Ma autonomia non vuol dire questo Perché non si mettono a gara le frequenze del digitale tv come accade nel resto dEuropa? Così i soldi si troverebbero Chiusura scongiurata. La Biblioteca Nazionale resterà aperta. La notizia arriva da Londra, dove si trova per lavoro la direttrice dellIstituto Ida Fontana: «Oggi (ieri, ndr) ho parlato con il direttore generale per le Biblioteche Maurizio Fallace che mi ha assicurato che sono stati reperiti i fondi per garantirci la normale apertura almeno fino a marzo. E arrivata anche una sua lettera alla mia segreteria. Per ora la cifra dovrebbe aggirarsi sui 50-100 mila euro, a cui dovrebbero seguire altri finanziamenti, poiché cè limpegno a mantenere la Biblioteca aperta anche in futuro». Lannuncio arriva prima della riposta del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi che, a fine giornata, suggerisce due iniziative per salvare dalla débacle listituzione: «Ad oggi la contabilità speciale della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, dotata di autonomia dal gennaio di questanno, ha in giacenza quasi 5.650.000 euro: fondi non utilizzati che andrebbero rimodulati per risolvere una situazione demergenza». Il ministro aggiunge poi «una sua proposta di buon senso». E aggiunge: «Per far fronte alla carenza di personale si possono utilizzare alcuni bibliotecari che sono compresi tra i 56 dipendenti dellEti, soppresso nel luglio scorso, che risiedono a Firenze». Una razionalizzazione e una boccata di ossigeno per questo istituto deccellenza nazionale, che si concretizzerà soprattutto in denaro sonante per assicurare il pagamento delle bollette di gas, luce e pulizie, oltre che per il salario dei giovani della ditta che opera nella movimentazione e distribuzione dei libri, i cui stipendi per ora sembravano garantiti solo fino al 30 novembre, data di scadenza del contratto. Un provvedimento arrivato davvero in extremis a calmare la drammatica situazione economica in cui versa ormai da mesi la Nazionale. «Ma è anche una riposta allaccorato appello del Comitato dei lettori, a quello lanciato da Repubblica - prosegue al telefono Ida Fontana - e alla mobilitazione e alle pressioni del mondo della cultura per salvare limmenso patrimonio di questa importante istituzione che si era vista costretta a ridurre lorario di apertura al pubblico». Allappello tuttavia è seguita una gara di solidarietà anche da parte di alcune aziende di servizi cittadini. Una riposta essenziale per ridimensionare le tariffe che listituto non era in grado di affrontare e saldare. Prosegue la direttrice: «Cè stato un concorso di prese di posizione e iniziative che apprezziamo molto. Publiacqua ci riduce le tariffe in cambio di una mostra sullacqua che prossimamente sarà inserita nei nostri programmi. Quadrifoglio ci abbasserà la tassa sui rifiuti e noi concederemo unaiuola in cui realizzare un cassonetto interrato. Infine Cooplat ci verrà in aiuto, effettuando le pulizie a minor prezzo e in qualche caso anche gratis». Sono piccole sinergie che si muovono in città, risorse che permetteranno alla Biblioteca di tirare il fiato sulle economie quotidiane. Mentre, grazie allautonomia dellistituto, potranno andare avanti altre iniziative con i proventi arrivati dagli sponsor. «Ma non possiamo far fronte alla manutenzione ordinaria con i progetti finanziati dagli sponsor - prosegue la direttrice - Questi esigono un ritorno di immagine, risultati visibili sul piano culturale. Così i 300-400 mila euro che abbiamo guadagnato come risorse da iniziative legate allautonomia non possiamo stornarli sul pagamento delle bollette». Stessa storia per i 400 mila euro stanziati a maggio in soccorso alle precarie finanze della Nazionale, dalla Commissione cultura della Camera: denari in arrivo che saranno destinati ai lavori, alla manutenzione dei tetti dei magazzini e agli impianti di sicurezza. Quello che manca è un intervento forte dal ministero dei beni culturali e dallo Stato. In clima di tagli ai bilanci e di giri di vite sui fondi, si procede via via con interventi sulle emergenze. «Ma il direttore generale Fallace mi ha garantito che per il futuro non dovremo correre più rischi. E me lo auguro poiché nel 2011 si celebreranno i 150 anni della Biblioteca nazionale, nata appunto dalla fusione della Biblioteca Magliabechiana con la Biblioteca Palatina nel 1861. Questo evento sarà celebrato come si deve, non certo con la preoccupazione di chiusure per mancanze di fondi» conclude Ida Fontana, certa ormai che qualsiasi pericolo sia scongiurato e che le soluzioni messe in cantiere funzionino davvero.
FIRENZE - Spiccioli per la Nazionale. Per la Biblioteca fondi fino a marzo. Bondi: "Usate i dipendenti Eti"
La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze è stata messa in pericolo di chiusura a causa di una carenza di fondi. Il ministero dei Beni culturali ha garantito 50-100 mila euro per mantenere la biblioteca aperta fino a marzo. Il direttore generale delle biblioteche, Maurizio Fallace, ha assicurato che sono stati reperiti i fondi per garantire la normale apertura della biblioteca. Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, ha proposto due iniziative per salvare la biblioteca: utilizzare i fondi non utilizzati della contabilità speciale della biblioteca e utilizzare alcuni bibliotecari dellEti, un'azienda soppressa nel luglio scorso, per ridimensionare le tariffe e saldare le bollette.
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