Oggi la presentazione del governo-quater. Lombardo, ecco le deleghe ultimo sì del Pd allalleanza LOMBARDO ha deciso le deleghe ai dodici assessori del suo quarto governo. Lultimo nome è quello di Daniele Tranchida, designato dai finiani: andrà al Turismo. Dalla direzione del Pd sì alla giunta tecnica «premessa di unalleanza elettorale». LA LISTA è completa, decolla finalmente il Lombardo quater. Terminate le trattative con gli alleati sullasse Catania-Palermo, oggi Raffaele Lombardo incorona gli assessori e ufficializza le deleghe alla nuova squadra, la quarta in due anni. Lultima casella mancante è stata riempita da Daniele Tranchida, 51 anni, docente di Storia Moderna allUniversità di Catania, esperto di cinema e componente del cda del Teatro Vittorio Emanuele. Tranchida, vicino a Carmelo Briguglio di Fli, prende il posto di Nino Strano al Turismo mentre laltro assessore di "Futuro e Libertà", Gianmaria Sparma, dirigente del dipartimento Pesca, avrà la delega al Territorio e ambiente. Gaetano Armao, che lascia i Beni culturali, va al Bilancio, con len plein probabile della carica di vice presidente. La new entry Elio DAntrassi avrà lAgricoltura, per Giosuè Marino è pronta la delega allEnergia, fino a ieri di Pier Carmelo Russo, che si sposta alle Infrastrutture. Marco Venturi resta alle Attività Produttive, Mario Centorrino alla Formazione, Massimo Russo rimane alla Sanità, Caterina Chinnici va al Welfare a occuparsi di Famiglia e Lavoro liberando gli Enti locali e la Funzione Pubblica dove fa il suo ingresso Andrea Piraino. Il docente alluniversità de LAquila Sebastiano Missineo, in quota Api, va ai Beni culturali. Secondo unaltra ipotesi, la Chinnici potrebbe restare alla Funzione pubblica e Piraino ottenere la guida di Lavoro e famiglia. La presentazione allaula è prevista per le ore 16. Dai "finiani", che tenevano alla riconferma di Nino Strano, alla fine è arrivata la nuova indicazione. «Ci sono personalità e professionalità di grande livello, Lombardo può vincere la scommessa, noi lo sosterremo lealmente, come sempre», afferma il deputato nazionale Carmelo Briguglio. Al nuovo governo tecnico è arrivato ieri il sì della direzione regionale del Pd, il maggiore alleato, che ha approvato la relazione del segretario Giuseppe Lupo con 26 voti a favore, 2 contrari e 7 astenuti (il dissenso si è levato tra i rappresentanti di Rita Borsellino e della mozione Mattarella). Trentacinque voti rispetto, comunque, a una direzione di 64 componenti. Nella relazione, il partito valuta positivamente la rottura col Pdl e con parte dellUdc e conferma «le premesse per una convergenza ed una alleanza che possano caratterizzare i prossimi appuntamenti elettorali in alternativa al centrodestra». La direzione ha impegnato il partito a vigilare. La presentazione di un ordine del giorno di critica alla giunta tecnica lo annuncia "Italia domani", la nuova sigla che fa capo a Saverio Romano. «È un grave errore, un governo tecnico non può affrontare i problemi emergenziali che ha la Sicilia», sostiene il capogruppo ex Udc Rudy Maira. Se si andrà alla conta, lUdc spera di raccogliere le adesioni di chi, nella maggioranza composta da Mpa, finiani, Api, Pd, ha espresso riserve sullo sbarramento in giunta ai politici. A quel punto i finiani del Pdl Sicilia potrebbero anticipare la mossa e chiedere la fiducia. Il gruppo presieduto da Giulia Adamo, composto dai 7 che hanno firmato un documento di sostegno "tecnico" (con la possibile astensione di Incardona), si riunirà a mezzogiorno. E alle 11 i parlamentari vicini al deputato Dore Misuraca, Catalano, Cristaudo, Marinese, Nicotra e Scammacca della Bruca dovrebbero confermare il divorzio dal resto del Pdl Sicilia, per valutare di volta in volta i provvedimenti dellesecutivo. Ma resta in piedi ancora lipotesi che i tre catanesi (Cristaudo, Scammacca e Nicotra) restino nel gruppo originario. Per Lombardo, che sa di contare su 50 deputati, si annuncia una maggioranza variabile. «Dobbiamo mettere alla prova Lombardo non con una conta ma sui provvedimenti daula, per dimostrare che il governo non ha la maggioranza - dice Fabio Mancuso, Pdl lealista - Dove sono i soldi per fare le riforme? Lombardo è stato votato con un programma che era quello della Finocchiaro».