MALCESINE. Mistero sull'ipotesi di vendita di una casa e una possibile richiesta commerciale L'assessore Furioni: «Nessun plateatico almeno finché ci sarò io» Un'antica torre di avvistamento veneziana, un grazioso ponticello in pietra e un museo della pesca su usi e mestieri di un tempo. È il paesaggio idilliaco che si presenta affacciandosi sul porto di Cassone. Un concentrato storico e artistico già dipinto da Klimt che potrebbe andare perduto con l'arrivo di un plateatico. A segnalarlo una villeggiante veronese legata alla piccola frazione a sud di Malcesine, in seguito a voci sempre più insistenti che da mesi sembrano annunciare la messa in vendita a fini commerciali di uno degli immobili affacciati sul porto, attualmente sede della congregazione dei Testimoni di Geova. «Lo spazio pittoresco in cui è incastonato il porto di Cassone rappresenta uno dei pochi luoghi del Garda rimasti intatti dall'ingerenza di attività commerciali», è la posizione di un gruppo di turisti che da anni trascorrono le vacanze nella frazione lacustre. «Perciò riteniamo che il paesaggio debba essere mantenuto con la sua vera anima evitando interventi che non prestino attenzione al patrimonio artistico». Un appello che è stato lanciato anche da alcuni iscritti al Fondo per l'Ambiente Italiano (Fai), fondazione creata per la tutela del patrimonio e nel mese di settembre è attiva in tutta Italia con la campagna «I luoghi del cuore». Si tratta di un censimento nazionale che chiede ai cittadini di indicare i luoghi che sentono particolarmente cari e importanti e che vorrebbero fossero ricordati e conservati intatti per le generazioni future; una vera e propria campagna di sensibilizzazione sul valore del patrimonio artistico, monumentale e naturalistico italiano. Oltre che un'opportunità per monitorare il territorio e intervenire davanti ad azioni che deturpino il paesaggio. Chiara la risposta da parte dell'amministrazione comunale: «È vero che da oltre sei mesi circolano voci sulla vendita dello stabile al porto e sulla presenza di potenziali acquirenti che sembrano avere avanzato, in via informale, richieste atte a capire le possibili destinazioni d'uso dello stabile originariamente adibito a magazzino», ha spiegato l'assessore alla frazione di Cassone, Roberto Furioni, «ma finora non abbiamo ricevuto alcuna domanda ufficiale e, in ogni caso, finchè sarò nell'amministrazione farò di tutto perché non sia concesso alcun plateatico, a tutela del nostro porto e del valore paesaggistico che rappresenta». Finora si hanno solo ipotesi sulla compravendita: «Forse nel frattempo gli interessati hanno desistito», commenta Furioni, «ma di fatto da qualche giorno i Testimoni di Geova hanno ricominciato ad accudire la loro sede dopo mesi di inattività in cui non vi erano più stati celebrati riti. Segno che forse non avverrà il trasferimento, annunciato nei mesi precedenti, verso le sedi di Garda e di Riva, esigenza nata soprattutto dalla carenza di parcheggi vicini e di facile accesso alla sede sul porto». Ed ha aggiunto: «Se lo stabile venisse venduto con destinazione di tipo commerciale non sarei del tutto contrario purché sia sfruttato solo l'interno, ma certo appoggerei il divieto a utilizzare la parte esterna affacciata sul porto per un plateatico che non solo rovinerebbe l'atmosfera romantica del luogo, ma si troverebbe anche ad intralciare la passeggiata sul porto visto lo spazio esiguo a disposizione».
Sedie e tavolini sul porto di Klimt? Il Fondo ambiente lancia l'allarme
L'assessore Furioni di Malcesine ha confermato che non ci sono voci ufficiali sulla vendita di una casa e un museo della pesca sul porto di Cassone, nonostante le voci insistenti. Il museo è stato chiuso per mesi e i Testimoni di Geova hanno ricominciato ad accudirlo. L'assessore ha lanciato un appello per preservare il paesaggio e il patrimonio artistico del luogo, che è stato dipinto da Klimt. Il Fondo per l'Ambiente Italiano (Fai) ha lanciato una campagna per sensibilizzare i cittadini sui luoghi che sentono particolarmente cari e importanti.
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