L'idea di Giannella per finanziare il restauro di venti raffigurazioni danneggiate dal terremoto d'Abruzzo Sassocorvaro Fra le tante iniziative del programma Arca dell'Arte è stata inserita la mostra-appello per il restauro di venti Madonne ferite dal terremoto d'Abruzzo. Alla Rocca Ubaldinesca sono state esposte le opere d'arte sacra con il costo per il loro relativo restauro. L'idea della mostra è venuta al vulcanico Salvatore Giannella, ideatore e coordinatore del Premio Rotondi. L'idea della mostra ci è venuta andando a visitare l'ospedale delle Madonne terremotate a Celano, in Abruzzo. Lì, in un pronto soccorso da campo, sono arrivate tutte le opere d'arte danneggiate dal sisma: Madonne, Cristi, Santi, Apostoli, Patroni (tra questi ultimi, c'è anche la statua di Sant'Emidio, protettore dai terremoti, al quale la scossa tellurica ha provocato la caduta delle tre dita benedicenti). Grazie alla collaborazione di Anna Maria Reggiani, direttrice dei Beni culturali e paesaggistici d'Abruzzo a Legambiente per la Protezione civile Beni culturali e al Comune di Sassocorvaro è nata l'iniziativa. La mostra-appello ha avuto un buon successo: a battere tutti sul tempo è stato, il noto stilista Ottavio Missoni che ha mandato un suo assegno al sindaco Alessandrini, con preghiera di inoltrarlo alle autorità artistiche abruzzesi. Sarà grazie al suo contributo se riprenderà colori e vita l'olio su tela Trasfigurazione di Cristo, fine secolo XVII, proveniente dalla chiesa di Santa Giusta dell'Aquila, della scuola di Francesco Solimena. Da un'altra chiesa dell'Aquila, quella di San Francesco di Paola, è l'opera che richiede il restauro più costoso (20 mila euro): Il ritrovamento della vera Croce, olio su tela del XVII secolo firmato da Giulio Cesare Bedeschini. L'ha adottato, per il restauro, insieme ai propri dipendenti, la nota famiglia dei Nicola, restauratori nel leggendario borgo di Aramengo, tra Torino e Asti. L'angelo custode, un olio su tela del XVII secolo, che troneggiava nella chiesa aquilana di Santa Giusta, ha trovato la commossa sponsorizzazione di una famiglia di Sassocorvaro: quella di Michelangelo Rossi, che la notte del terremoto ha perso la figlia Michela.