Il clima era già teso mercoledì dopo lincontro con lassessore al Bilancio. Poi il panico è dilagato Lallarme scatta dopo la riunione tra Vaciago, Pizzala e Martina che comunicano le cifre Le prime facce sconsolate giovedì sera al cocktail di inaugurazione della mostra sui Russi alla Sandretto. Di bocca in bocca passano le cifre dei tagli che il Comune avrebbe deciso poche ore prima: 400 mila, 200 mila, 300 mila, 800 mila. Numeri che incutono timori e preoccupano i big delle Fondazioni e chi vive di Cultura. Sforbiciate per chi? Tra gli invitati lassessore alla Cultura di Palazzo Civico, Fiorenzo Alfieri, a cui si chiedono lumi rispetto allentità delle riduzioni. E Alfieri risponde come può, sulla base delle informazioni raccolte e delle notizie che gli arrivano dagli uffici e dal direttore del settore Cultura, Anna Martina, spiegando che è colpa dei sacrifici imposti dal governo. Lassessore era rimasto fermo alle parole del collega, Gianguido Passoni, titolare del Bilancio, che nellultima giunta di martedì aveva annunciato una riunione, fissata per il giorno seguente, con tutti i capi dei diversi settori. Vertice per discutere di conti e soprattutto del taglio imposto a luglio da Tremonti sul 2010: una sforbiciata di circa 44 milioni di euro. E nel faccia a faccia tra i direttori il messaggio è stato: «Questi sono i numeri, cercate di capire come ridurre le spese sui diversi capitoli, poi discuteremo». Insomma, andate e fate, poi si vedrà come assestare tutto. Da mercoledì a giovedì sera la situazione precipita proprio sul fronte cultura, comparto dove le riduzioni di budget e di trasferimenti sembrano già state decise, in un lampo rispetto ad altri settori. Colpa di una riunione tra il direttore generale del Comune, Cesare Vaciago, il ragioniere capo e responsabile delle risorse finanziarie, Domenico Pizzala, e il direttore della Cultura, Martina. E da qui escono le cifre che vengono comunicate agli altri dirigenti del Municipio, come il responsabile delle Biblioteche, Paolo Messina, e ai direttori delle Fondazioni, a partire da quello dello Stabile, Filippo Fonsatti. «Bisogna avvisare gli enti per metterli nelle condizioni di operare al meglio visto che si tratta di tagli sul Bilancio 2010», questa è lo logica che porta ad avvertire in tempo reale le Fondazioni della entità delle sforbiciate. Giovedì sera tutti già sapevano, commentavano e chiedevano rispetto ai 400 mila euro in meno a Stabile e Regio, ai 300 mila tolti al Cinema e ai 200 mila negati ai Musei, oltre allazzeramento del fondo acquisti libri delle Biblioteche, da 800 mila a zero euro. Lassessore al Bilancio, Passoni sosteneva di «non conoscere le cifre, non sapere nulla e che il tutto sembrava prematuro: nessuno ha deciso nulla». Ma ormai la macchina si era messa in moto, i presidenti degli enti culturali erano sul piede di guerra, già tesi per le altre riduzioni dei budget che si appresta a fare la Regione, anche se al cocktail della Sandretto lassessore alla Cultura della giunta Cota, Michele Coppola, sorrideva sentendo le notizie che arrivavano da piazza Palazzo di Città. (d. lon.)