C'era una volta il ministero della Pubblica Istruzione, con varie direzioni generali, fra cui quella per l'Università e quella per le Antichità e Belle Arti. Poi "antichità" e "belle arti" parvero espressioni antiquate, e s'inventò (1975) un nuovo ministero, quello dei "Beni culturali". Etichetta vagamente mercantile, che avrebbe dato origine, in sequenza, ai "giacimenti culturali", all' dea che quadri e musei, chiese e palazzi siano una riserva a cui attingere per far cassa, e non la memoria storica e identitaria della nazione (come invece vuole l'art. 9 della Costituzione, non a caso soggetto a mille proposte di edulcoranti modifiche); e infine ai ricorrenti progetti di dismissione del patrimonio culturale di proprietà pubblica. Che il nuovo ministero abbia segnalo una stagione più felice per le nostre Antichità e Belle Arti, pochissimi avrebbero oggi animo di sostenerlo; ma intanto l'antico e glorioso ministero " continuava a perdere pezzi, e l'Università passava (con la Ricerca) a un nuovo ministero. Quest'ultima separazione sembra essersi conclusa e da questa legislatura istruzione, ricerca e università sono tornati sotto lo stesso ministro; mentre i beni culturali persistono nel divorzio, aggravato dall'infausto accorpamelo con sport e spettacolo (1998). In questa divisione delle competenze, si è andato via via smarrendo il senso che la nobile etichetta di "Pubblica istruzione" ebbe per un secolo, e cioè il nesso vitale fra la scuola, l'università con le sue istanze di ricerca, e il valore educativo del patrimonio culturale. Fra le vittime di questi cambi d'indirizzo, non dimentichiamo la Scuola archeologica italiana di Atene. Gloriosa istituzione, fondala nel 1909 con lo scopo di promuovere e coordinare missioni archeologiche in Grecia e nel vicino Oriente, ma anche di formare i nuovi archeologi, i ruoli delle Soprintendenze. Direttori come Luigi Pernier, Alessandro Della Seta. Luciano Laurenzi. Doro Levi, Nino Di Vita hanno tenuto fede a questo progetto, con scavi famosi (in varie località di Creta, a Lemno, a Iasos in Turchia e altrove), ma anche formando generazioni di archeologi, come ad Atene avviene nelle scuole tedesca, francese, britannica, americana e così via. Formazione che per gli italiani ha un senso tutto speciale, dato che in Italia ebbe sede una parte sostanziosa dell'antica civiltà greca: i nessi fra i Greci di Grecia e quelli di Sicilia e Magna Grecia furono esplorati specialmente da Di Vita, e l'attuale direttore della Scuola, Emanuele Greco, prosegue su questa strada, come mostra la bella scoperta nell'area di Sibari di cui si da conto in questa pagina. Uno scavo in collaborazione con la Soprintendenza archeologica della Calabria: a ricordarci che le soprintendenze sono insieme enti di tutela e istituti di ricerca, e che presidio della tutela è la loro presenza sul territorio, e non la burocrazia ministeriale o regionale. Ma sotto quale ministero ricade la Scuola italiana di Atene? Con (in)decisione salomonica, tutti e due: "offerisce" (in gergo burocratese) sia all'Università che ai Beni Culturali. Per capire meglio, spostiamoci a Roma: città dove opera il maggior numero al mondo di istituti di archeologia e storia dell'arte, a partire dal più glorioso, il Germanico (fondato nel 1828), a cui si aggiunsero via via francesi, inglesi, americani, ma anche finlandesi, rumeni. danesi, ungheresi.. .. Sono ben 21 gli istituti stranieri a Roma, come si può vedere nel sito della loro Unione (www.unioneinternazionale.it). E l'Italia? L'Italia ebbe il proprio Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte in Roma, fondato nel 1918 a Palazzo Venezia (dove tornò nel 1947): ma in seguito la sua preziosissima Biblioteca venne scorporata dall'Istituto, e continua la propria vita in spazi ormai non più adeguati. La Biblioteca "afferisce" ai Beni Culturali, quel che resta dell'Istituto invece è in condominio con Istruzione e Università. Insom-ma, l'Italia è più o meno l'unico Paese a non avere a Roma un funzionale istituto nazionale di ricerca in archeologia e storia dell'alte. Una commissione nominata dal ministro Ronchey nel 1993 propose di rilanciare l'Istituto ripristinando (come dovrebbe esser ovvio) l'unità di Istituto e Biblioteca, ma su quella proposta cadde e cade solo la polvere. Lo statuto "condominiale" che accomuna la Scuola italiana di Atene e l'Istituto nazionale di Palazzo Venezia è sempre di più, per l'una e per l'altro, una ragione di fragilità e debolezza. Eppure questo statuto "misto" è una traccia preziosa non solo di una diversa e migliore cultura istituzionale, ma di un'idea di tutela incentrata sull'intreccio fra ricerca e formazione. Nell'infelice riforma del suo ministero che Giuliano Urbani ha appena varato, uno dei pochi punti positivi è (potrebbe esse-re) l'istituzione di un Dipartimento per la ricerca e l'innovazione. Positiva novità, se esso si mostrerà capace di convogliare le energie e le competenze dei numerosi Istituti centrali dello Stato nel settore (da quello del Catalogo a quello del Restauro, di Patologia del Libro, all'Opificio delle Pietre Dure, ad altri ancora), ma anche di promuovere la Scuola ateniese e l'Istituto romano; se saprà, d'intesa con il ministero dell'Università, evitare l'assurdo bivio fra lo svuotamento di funzione di tutte queste istituzioni e la loro burocratica trasformazione in mini-atenei. È un tema importante: poiché non si da tutela senza ricerca, né ricerca senza adeguata formazione. È persa per sempre la bussola dell'antico ministero della Pubblica Istruzione? O si può sperare che i due ministeri che ne derivano si siedano allo stesso tavolo, come due coniugi divorziati, non per dividersi le spoglie ma per ragionare sugli interessi del Paese e delle generazioni future?
Formazione ed istituzioni: La Scuola Archeologica Italiana di Atene nata nel 1909 per formare archeologi
Il ministero della Pubblica Istruzione, con le sue direzioni generali, era stato suddiviso in due ministeri: quello dei Beni culturali e quello dell'Università. Il ministero dei Beni culturali era stato creato nel 1975 e aveva come compito la tutela e la promozione del patrimonio culturale. L'Università era stata separata dal ministero della Pubblica Istruzione e aveva iniziato a lavorare con il nuovo ministero dei Beni culturali. La Scuola archeologica italiana di Atene, fondata nel 1909, era stata separata dal ministero della Pubblica Istruzione e adesso era in condominio con l'Università e il ministero dei Beni culturali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo