Scoperte centinaia di macchine incustodite: vittime della truffa turisti da tutta Italia None CARDANO AL CAMPO Chi partiva da Malpensa affidava la propria auto a strutture di posteggio regolari. Coperte, custodite, assolutamente in regola e molto care: cifre vicine ai 100 euro a settimana. Soldi che il partente di turno, lontano dall'Italia per affari o piacere, versava volentieri visto le garanzie offerte dai garage in questione. Peccato, però, che quando il posteggio era pieno i gestori continuavano ad accogliere vetture e incassare contanti. Le auto in eccesso, e si parla di 600 macchine ad infornata, venivano allegramente posteggiate in tre aree boschive a ridosso dell'aeroporto. All'aperto, senza alcun controllo, senza alcuna protezione e, per di più, in zone regolamentate da ferree tutele ambientali. Quelle sancite dal Parco del Ticino, il parco fluviale più grande d'Europa. «Le superfici in questione - ha spiegato il procuratore Francesco Dettori presentando chi ha lavorato alle indagini, guardia forestale, i militari del Nils di Varese, le polizie locali di Cardano e Somma, nonché la polizia giudiziaria specializzata in reati ambientali coordinata da Davide Corbella - hanno sede a Cardano e Somma. In particolare questa mattina (ieri per chi legge. ndr) sono state sequestrati 90mila metri quadrati di area boschiva distrutta da chi gestiva il giro di posteggi abusivi». In tutto sono state denunciate sei persone, titolari di altrettanti garage autorizzati in zona Malpensa. I reati ipotizzati vanno dall'utilizzo di aree protette senza alcuna autorizzazione, truffa, violazione delle norme di tutela paesaggistica e ambientale, e sfruttamento di manodopera in nero perché chi si occupava dello spostamento delle vetture in eccesso sotto le fronde per una delle sei società lo faceva in qualità di lavoratore assolutamente ?sommerso?. «Per l'area cardanese, a ridosso del crossodromo del Ciglione - ha spiegato Dettori - esiste in realtà una piccola concessione rilasciata dal Comune per permettere posteggio su una piccola parte del terreno sequestrato. La concessione autorizza il parcheggio non permanente e solo in occasione di eventi sportivi particolari, di 26 macchine. Ne abbiamo trovate 600. Il business, che durava da mesi, ha visto un giro di posteggi abusivi che ammonta a circa 2mila auto complessivamente». E a 100 o 50 euro a settimana parliamo di centinaia di migliaia di euro. «Per le altre aree - ha detto Corbella - quelle di Somma, non esiste la possibilità di avere alcuna concessione di questo tipo. Le zone, infatti, sono vincolate dalle rigide regole di tutela imposte dal Parco del Ticino. Non solo: gli indagati hanno anche disboscato sradicando alberi in area protetta senza alcuna autorizzazione». All'indagine hanno lavorato tre sostituti pubblici ministeri: Roberto Pirro, Roberta Colangelo e Luca Gaglio. «Oltre ai gravissimi reati ambientali - ha continuato Dettori - sono emerse altre irregolarità. La truffa, o tentata tale, ai danni di chi affidava la propria auto a strutture autorizzate e custodite versando considerevoli somme in cambio di un servizio assolutamente inesistente. Le aree, tra l'altro, erano sprovviste di qualunque sistema di sicurezza. Pensate a cosa sarebbe potuto accadere se una delle vetture avesse preso fuoco a ridosso dell'aeroporto. Il posteggio abusivo, tra l'altro, non aveva stagione; non era insomma limitato al solo periodo estivo quando l'afflusso di passeggeri a Malpensa aumenta in modo esponenziale». Ora stanno arrivando anche le querele delle vittime: «Ci vorrà un po' di tempo - ha spiegato Corbella - si tratta di persone residenti in tutta Italia, trattandosi di utenti di Malpensa. Attraverso deleghe ai vari uffici di polizia locale da nord a sud stiamo cercando di rintracciare tutte le vittime». A queste si aggiungerà il Parco del Ticino, l'ente maggiormente danneggiato dalla condotta dei sei. Simona Carnaghi
LOMBARDIA - Boschi usati come parcheggi abusivi. Sei denunciati attorno alla Malpensa
A Malpensa, sei persone sono state denunciate per reati ambientali e truffa per aver gestito un giro di posteggi abusivi per auto. I gestori avevano sequestrato aree boschive del Parco del Ticino, un'area protetta, e le utilizzavano per parcheggiare auto in eccesso senza alcun controllo. Le aree erano state distrutte e gli alberi sradicati senza autorizzazione. Le vittime erano persone che avevano affidato la propria auto a strutture autorizzate e custodite, pagando cifre vicine ai 100 euro a settimana. Le indagini hanno rilevato che il business era stato gestito da sei persone, tra cui titolari di garage autorizzati in zona Malpensa.
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