E' quanto sostiene il sindaco Leonardo Domenici, che conta adesso di incontrare il ministro Urbani. «La città rischia di pagare con un cantiere senza fine, ma se si aprirà un contenzioso a seguito di un concorso internazionale cancellato, sarà il ministero a pagare», sostiene il sindaco. La Casa delle libertà non se ne preoccupa. Anzi, ringrazia il ministro Urbani «per avete fermato un ulteriore scempio» e lancia la proposta di un referendum per la scelta di un progetto «che non può essere la pensilina di Isozaki». "Per fortuna nell'arte le scelte le fanno gli intellettuali, chi ci capisce, non il popolo. Se nel '38 si fosse fatto un referendum sulla stazione di Michelacci ora avremmo un edificio manierista" Il sindaco attende l'annunciato (ma non confermato) arrivo del ministro martedì: «Non credo, ma se vuole può passare. Purtroppo, la città rischia di trovarsi ancora a lungo senza la nuova uscita degli Uffizi. C'è ancora tempo per riflettere ed evitare scelte che potrebbero essere sbagliate, ma chi rischia economicamente è il ministero perché è stato fatto un concorso e assegnato il progetto». Di soldi e penali da pagare, la Casa delle libertà non parla. Forza Italia, Udc ed An sì scagliano invece contro il concorso: «Solo sei degli undici architetti invitati hanno partecipato» e ora si deve cancellare tutto per evitare che «l'assessore Cìoni, dopo la pensilìna della stagione, abbatta anche la loggia». Non solo. «Perché non un referendum?», chiedono Amato, Gabriele Toccafondi e Enrico Bosi (Fi), Riccardo Sarra ed lacopoCeliai (An) eMarioRaz-zanclli dell'Udc, che ha appena commission al o un sondaggio per sapere cosa pensano i fiorentini. «Sono alla frutta» ribattono i diessini Dario Nardella cUgo Cafiaz che, assieme al parlamentare Giovanni Bellini, all'assessore Gianni Biagi e alla consigliere regionale Alessia Petraglia, hanno distribuito volantini proprio all'uscita degli Uffizi: «C'è stato un concorso internazionale, facciamo finta che non ci sia stato?» chiede Alberto Formigli, presidente della commissione urbanistica. «Sembra quasi che fare la loggia sia una cosa di sinistra, mentre non farla di destra, questo approccio è sbagliato», salta su il soprintendente al polo museale fiorentino Antonio Paolucci, che ieri si è unito al presidio dei Ds assieme a tanti altri architetti, da Godolì a Pettena. «Sono convinto che se si chiedesse un parere ai fiorentini elettori del centrosinistra avremmo il 90 per cento di no alla Loggia: per fortuna nell'arte c'è ancora l'autocrazia, le scelte le fanno gli intellettuali, chi ci capisce, non il popolo», aggiunge Paolucci. «Si vuole ora un referendum? Se lo avessero fatto nel '38 per la stazione di Michelacci e del Gruppo Toscano, ora avremmo un edificio dì stile manierista. Fortunatamente per noi, andò in modo divers o». E il regista Franco Zeffirelli, ci capisce? «Sono stato uno dei più acerrimi nemici di questo "troiaio", di questo sgabellone, l'amico Domenici dovrebbe ringraziarci perché rischiava di passare alla storia come il sindaco dello sgabello», ha detto il regista che ha inaugurato la Pergola con la Traviata. «Devo ringraziare il ministro Urbani, che sollecitato dalle violentissime proteste mie, di Orìana Fallaci e Vittorio Sgarbi ha impedito che si realizzasse la bruttissima loggia di Isozaki».