Capannoni dismessi, centri commerciali senza clienti, aree industriali in disarmo. Con il Piano Casa che la Regione si accinge ad approvare, qualsiasi immobile, anche il più malmesso, potrà essere trasformato nella gallina dalle uova doro: una bella palazzina fitta di appartamenti, da vendere o affittare a prezzi di mercato, tranne una quota del 30 da dare in locazione a canone agevolato. E questa una delle innovazioni - insieme allaumento dei premi di cubatura per le attività artigiane (dal 10 al 20) e alla possibilità di sopraelevare - messe a punto dallassessore allUrbanistica Luciano Ciocchetti di concerto con lassessore alla Casa Teodoro Buontempo. Ventritré articoli che scardinano e rendono aggirabili, nel Lazio, tutti i piani regolatori dei Comuni: un complesso sistema di deroghe e varianti che sembrano confezionate apposta per fare un regalo al sindaco Gianni Alemanno e alla sua più volte dichiarata intenzione di modificare il Prg della capitale. Ma cominciamo dallinizio del documento. Cioè dallarticolo 2, che definisce gli ambiti di applicazione. Rispetto al Piano Casa della giunta Marrazzo, lesecutivo di centrodestra strizza locchio ai «furbetti» del mattone: non solo per gli edifici «ultimati e legittimamente realizzati» si possono infatti effettuare interventi di ampliamento, ristrutturazione, sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione in cambio di cubatura (dal 20 fino al 50), ma pure per quelli «oggetto di richiesta di concessione in sanatoria» per i quali «sia stato rilasciato relativo titolo abilitativo» oppure sia stato «autocertificato». Una norma che mette sullo stesso piano chi rispetta la legge e chi preferisce chiudere un occhio, tanto un condono prima o poi arriva. Come non bastasse, aree ed edifici tutelati da vincoli paesaggistici perdono la loro inviolabilità: basta ottenere uno specifico nulla osta dalla «soprintendenza competente». Idem per casali e complessi rurali storici, che potranno essere abbattuti e ricostruiti, come pure gli immobili già esistenti nelle aree protette. Un esempio per tutti: nel parco dei Castelli romani (finora esentato dallapplicazione del Piano Casa) tutti e 400mila i residenti, volendo, potranno allargare le proprie villette dal 20 (entro un massimo di 62,5 metri quadrati) fino al 35. Ma il vero atto sovversivo, quello che fa saltare tutte le previsioni urbanistiche dei Comuni, è larticolo 3bis: «Interventi finalizzati al cambiamento di destinazione duso da non residenziale a residenziale». Laddove, «in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici ed edilizi comunali vigenti o adottati», sarà possibile ampliare del 30 qualsiasi tipo di edificio a destinazione non residenziale (purché dismesso) a due condizioni: che il cambio di destinazione duso a residenziale riguardi «almeno il 75 della superficie utile lorda esistente» e che, «al fine di agevolare le richieste di alloggi in locazione a canoni calmierati, almeno il 30 della superficie oggetto di intervento sia destinata alla locazione per 20 anni, con possibilità di riscatto a partire dal decimo anno, a un canone determinato sulla base di criteri» decisi dal Comune. Col risultato mettere a rischio ogni progetto urbanistico, contenuto nei vari prg cittadini. Altra chicca. Larticolo 7, «Programmi integrati di riqualificazione urbana e ambientale», che i Comuni potranno adottare, di nuovo, «anche in variante della strumentazione urbanistica vigente» sulla base di «iniziative pubbliche o private, anche su proposta di privati, consorzi, nonché imprese e cooperative». Progetti volti, in sostanza, «al rinnovo del patrimonio edilizio e al riordino del tessuto urbano attraverso interventi di sostituzione edilizia con incrementi volumetrici e modifiche di destinazione duso di aree e di immobili». Eccolo lo strumento che consentirà ad Alemanno di radere al suolo e ricostruire Tor Bella Monaca. Una delle operazioni più sostenute dalla lobby dei costruttori.
ROMA - Piano Casa, assalto allAgro romano Ecco la legge della Regione. A rischio le aree tutelate. Aumenti di cubatura del 50
Il Piano Casa della Regione Lazio, approvato per la prima volta nel 2006, prevede la trasformazione di immobili malmessi in palazzine fritte di appartamenti. Il nuovo piano, approvato dal Consiglio regionale, introduce nuove deroghe e varianti ai piani regolatori dei Comuni. Gli edifici ultimati e legittimamente realizzati possono essere ampliati, ristrutturati o sostituiti con demolizione e ricostruzione in cambio di cubatura. Inoltre, gli immobili oggetto di richiesta di concessione in sanatoria possono essere trasformati in palazzine.
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