I 400 mila euro a disposizione sono stati già spesi: allarme per Porta al Prato e le Gualchiere Chiese, mura storiche e conventi finiti i soldi per la manutenzione Palazzo Vecchio, sos patrimonio. Decine di palazzi, chiese, conventi e vecchi mulini, ma anche monumenti, porte storiche, scalinate e mura di cinta, tutti beni sottoposti a tutela da parte delle Soprintendenze e fra i pezzi più suggestivi del tesoro immobiliare del Comune di Firenze, sono messi a dura prova dalle ristrettezze di bilancio. I soldi per la manutenzione sia ordinaria che straordinaria stanziati per il 2010, circa 400 mila euro a disposizione dellufficio Belle arti, sono di fatto già finiti. Ogni anno si fanno lavori programmati di ristrutturazione per diversi milioni di euro, attualmente sono in corso cantieri per 14 milioni dove la parte del leone la fanno lintervento delle Lepoldine di Santa Maria Novella. Ma sono le emergenze a preoccupare: i piccoli crolli, i calcinacci che si staccano, gli scalini dei sagrati che si sgretolano. Se qualche emergenza si verificherà dora in poi (durante linverno con il freddo e le piogge accade più spesso), dove si troveranno i soldi? «In qualche modo si farà, si toglieranno denari da altre parti e gli interventi più urgenti saranno comunque garantiti», tengono a dire i tecnici degli uffici. Ma rimane la realtà dei fatti: che su un patrimonio fatto di decine di strutture di valore storico e spesso di rara bellezza ci si ritrova a poter intervenire solo per le urgenze impellenti, quando proprio non se ne può fare a meno, e con mille difficoltà. Negli uffici circolano stime dei soldi che servirebbero per la manutenzione straordinaria ogni anno: 500 mila euro a stare stretti, e ce ne sono 200 mila. La conseguenza è che la logica della conservazione e della valorizzazione dei beni storici sottoposti a tutela in Palazzo Vecchio cede il passo a quella del restauro per ragioni emergenziali, peraltro ora messa a rischio dalla scarsità dei fondi per la manutenzione straordinaria. «Altro non si può fare», ci si rammarica negli uffici. Ma quali sono i beni a rischio? Il sistema delle mura storiche della città, che necessiterebbe di lavori corposi e non stimabili. Nelle ultime settimane i tecnici comunali sono intervenuti in viale Petrarca per un consolidamento. Anche a San Frediano nella zona dellex gasometro si dovrebbero fare dei lavori. Le porte, quella al Prato in primis, dove spesso si verificano piccoli distacchi di calcinacci e ora si è dovuti intervenire con un ponteggio per staccare laffresco e portarlo in laboratorio per il restauro. Ma anche le porte di San Frediano e piazza Beccaria, come pure porta Romana, non sono messe bene. La passeggiata dei colli e le scalinate del Poggi che portano da San Niccolò al piazzale Michelangelo necessiterebbero di lavori. Stessa musica per i monumenti allinterno del parco delle Cascine, per chiese e conventi spesso dimenticati, per sagrati come quello di Santo Spirito (dove partono a fine mese i lavori di ripavimentazione della piazza). Anche in diversi palazzi storici sparsi per il centro servirebbero lavori, come nelle ville spesso sedi di Quartiere. Preoccupano anche le condizioni delle Gualchiere di Remole, mulino del Trecento di proprietà del Comune. Ma cosa fare per risolvere la carenza cronica di fondi e uscire dallimpasse? Vietato sperare che tornino periodi di vacche grasse, lausterity è ormai una prassi per i beni culturali, del resto non solo in Palazzo Vecchio. Per lanno prossimo si attendono anzi altri tagli da parte dello Stato dal momento che la manovra finanziaria porta via 1,5 miliardi di euro ai Comuni italiani sopra i 5 mila abitanti: la fetta fiorentina non è ancora stabilita ma si parla di minori trasferimenti statali e regionali per 20-30 milioni su tutto il bilancio comunale. Semmai è la caccia agli sponsor privati lultima spiaggia. Si cercano mecenati per il restauro delle torri della Zecca e di San Niccolò. E per il restyling dei cortili al pian terreno di Palazzo Vecchio è già partita una richiesta di finanziamenti per 2 milioni di euro al Monte dei Paschi di Siena.