Christillin immagina giornate di chiusura simbolica dello Stabile, il sovrintendente del Regio attacca LAgis chiedono a Cota e Chiamparino un incontro: "Non facciamo distinzioni" «A questo punto è inutile mettersi lì a fare i conti della spesa, 400 mila in meno di qua, 800 di là, centrosinistra o centrodestra. Ci dicano quale sistema culturale vogliono, se interessa un Teatro lirico o non interessa, se vogliamo trovarci nella situazione del Carlo Felice di Genova, dove adesso si vive il dramma della collocazione dei dipendenti». Il sovrintendente del Regio Valter Vergnano parla con il tono pacato di chi lascia intendere che il vaso è colmo ma combattere ad oltranza non serve. «In totale, fra Stato, Regione e Comune, nel 2010 abbiamo entrate in diminuzione per più di 5 milioni di euro, su un bilancio generale di 40 milioni. Non facciamone però una questione di cifre, ma di sostanza». Lesempio è a soli 150 chilometri di distanza, a Genova, dove il problema ha superato il tema del futuro del teatro ed è diventato occupazionale, che farne dei lavoratori? Il 4 ottobre ci sarà la prima riunione del nuovo consiglio di amministrazione del Regio, ricorda Vergnano «e prima di allora fare dichiarazioni su cifre e provvedimenti sarebbe sbagliato, ma mi sento di dire che se noi abbiamo il dovere di rispettare gli impegni presi sul rispetto del budget e il contenimento delle spese, chi amministra avrebbe il dovere di garantire che le cifre indicate restino quelle. Non resta che augurarci che si trovi una soluzione condivisa e che il quadro cambi». Mentre la presidente di Torino musei Giovanna Cattaneo Incisa, fuori Torino in questi giorni, preferisce non commentare senza avere un quadro chiaro della situazione («Ho solo avuto la notizia dei tagli del Comune ma non ho alcun dettaglio»), la presidente del Teatro Stabile Evelina Christillin ha posizioni molto simili a quelle del sovrintendente del Regio, ma aggiunge di essere pronta a organizzare giornate di chiusura simboliche per attirare lattenzione sulla necessità di chiarire in modo definitivo una situazione non più sostenibile. In mattinata esce da una vivace seduta del cda dellAgis e comunica di aver inviato una lettera a Chiamparino e Cota perché fissino un incontro al più presto: «Abbiamo chiesto di parlare con tutti e due insieme perché non facciamo alcuna distinzione fra Comune e Regione, non ci sono tagli buoni e tagli cattivi. A questo punto però sono i politici e gli amministratori a doverci dire cosa vogliono fare della nostra cultura. Peraltro i tagli del Comune ci sono piovuti addosso, non ne sapevamo nulla». La situazione di bilancio dello Stabile è difficile, incalza la presidente: «Mancano ancora allappello 15 milioni (crediti dal 2008) che attendiamo dai soci fondatori e con quello che ho in cassa adesso posso pagare due mesi di stipendi e nientaltro». Il direttore della Museo del Cinema Alberto Barbera dice di volersi limitare ai fatti tralasciando ogni commento: «Il Comune ci ha convocato a luglio dicendo che avrebbe tagliato 200mila euro, adesso scopriamo che ne tagliano altri 200. Peccato che dopo la riduzione di 1 milione di euro nel 2008 avessimo chiuso un accordo per il quale noi ci impegnavamo a contenere al massimo le spese, e loro a comunicarci in anticipo le somme che sarebbero state a nostra disposizione, mantenendole invariate. Promesse non mantenute». Francesca Cilluffo, responsabile cultura del Pd, interviene sullazzeramento del budget alle biblioteche: «Meno nomine e più libri - dice - Tagliano quando proprio dalle biblioteche si dovrebbe ripartire a fare investimenti. Piuttosto, si poteva evitare di nominare i nuovi dirigenti del Comune, dei quali è dubbia lutilità, in ossequio ad una odiosa prassi di fine mandato».
PIEMONTE - Vergnano: si rischia il Carlo Felice bis dicano che sistema culturale vogliono
Il sovrintendente del Regio Valter Vergnano ha espresso la sua preoccupazione per la situazione finanziaria del teatro, che ha subito tagli di 400 mila euro. Il Regio ha un bilancio generale di 40 milioni, ma le entrate sono diminuite di più di 5 milioni di euro. Vergnano ha affermato che se il Comune e la Regione non rispettano gli impegni presi, il Regio non potrà garantire le cifre indicate. La presidente del Teatro Stabile Evelina Christillin ha espresso posizioni simili, ma ha aggiunto che è pronta a organizzare giornate di chiusura simboliche per attirare l'attenzione sulla situazione.
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